Le riviste scientifiche cinesi tornano a casa dai publisher occidentali

Per decenni, la strada verso il prestigio nella scienza cinese è passata attraverso l’Occidente. Il miglior lavoro di un ricercatore appariva spesso su riviste di proprietà di Elsevier, Springer Nature o altri editori internazionali, e anche la macchina editoriale, di composizione e distribuzione risiedeva all’estero. Ora è in corso una silenziosa inversione di tendenza: una flotta piccola ma crescente di riviste gestite da cinesi sta riportando a casa queste operazioni.
Secondo il centro servizi per le società della China Association for Science and Technology, finora 24 riviste scientifiche hanno spostato la loro pubblicazione su piattaforme cinesi. Diciotto di esse, ovvero il 75 percento, hanno effettuato il passaggio negli ultimi tre anni, e 13 erano precedentemente pubblicate su piattaforme gestite da Elsevier o Springer Nature. I titoli spaziano da ecologia e ricerca laser a studi sui trasporti, con nomi come Frontiers in Ecology (inglese), Laser and Particle Beams (inglese) e Communications in Transportation Research (inglese).
Perché una rivista dovrebbe lasciare un editore globale? Le ragioni sono meno drammatiche di uno slogan e più pratiche di una faida. Pubblicare una rivista è un business di scala: le piattaforme internazionali offrono distribuzione, indicizzazione, sistemi di sottomissione, copy-editing e marketing. Ma fanno anche pagare per questi servizi, e le tariffe possono essere ripide per un titolo che sta ancora costruendo la propria reputazione. Passare a una piattaforma nazionale può ridurre i costi, mantenere il controllo editoriale più vicino agli scienziati che gestiscono la rivista e consentire al titolo di sperimentare modelli open-access alle proprie condizioni.
C’è anche una spinta tecnologica. I database accademici cinesi, i server di preprint e i sistemi di sottomissione dei manoscritti sono maturati rapidamente, e diverse piattaforme nazionali ora offrono il tipo di infrastruttura che un tempo giustificava l’andare all’estero. Alcune riviste stanno diversificando il rischio invece di tagliare i legami: pubblicano sia su una piattaforma cinese che su una estera, testando quale pubblico risponde. I dati dell’associazione suggeriscono una tendenza piuttosto che un esodo, poiché il numero totale di riviste cinesi pubblicate a livello internazionale rimane di gran lunga superiore alle 24 che sono tornate.
Il cambiamento riflette anche un più ampio mutamento nel modo in cui le istituzioni cinesi misurano la produzione scientifica. Per anni, la pubblicazione su certe riviste estere è stata considerata il gold standard nelle assunzioni e nelle promozioni. Questa enfasi è stata gradualmente allentata, e le riviste gestite da cinesi sono incoraggiate ad alzare i propri standard e a raggiungere lettori internazionali. Una rivista che torna a casa non è automaticamente più credibile; deve persuadere i ricercatori di tutto il mondo a inviare, revisionare e citare i suoi articoli.
Questa è la parte difficile. La scienza globale si basa su una fiducia costruita in decenni, e una nuova piattaforma deve dimostrare di saper gestire equamente la peer review, prevenire le frodi e ottenere l’indicizzazione dei propri articoli nei database che i ricercatori effettivamente consultano. Gli editori coinvolti nei trasferimenti descrivono la sfida come costruire una reputazione da zero, anche quando il nome della rivista è familiare. I 24 titoli di ritorno sono, in effetti, un caso di prova: può l’infrastruttura editoriale cinese competere sulla qualità piuttosto che sul prezzo?
Per i ricercatori al di fuori della Cina, l’effetto pratico potrebbe essere inizialmente sottile. Gli articoli potrebbero apparire su siti web non familiari, i portali di sottomissione potrebbero cambiare e gli accordi di abbonamento potrebbero spostarsi. Ma se le riviste di ritorno avranno successo, aggiungeranno più sedi per la scienza globale e più concorrenza in un mercato editoriale a lungo dominato da una manciata di aziende. I prossimi anni mostreranno se il rivolo di titoli di ritorno diventerà un flusso costante.