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La spesa cinese in R&S supera i 3,9 trilioni di yuan, ma resta seconda agli Stati Uniti

Per la redazione di HotNews3 min di lettura
La spesa cinese in R&S supera i 3,9 trilioni di yuan, ma resta seconda agli Stati Uniti

La Cina ha speso 3,93 trilioni di yuan in ricerca e sviluppo nel 2025, con un aumento dell’8,2% rispetto all’anno precedente, secondo un bollettino statistico pubblicato congiuntamente dall’Ufficio nazionale di statistica, dal Ministero della Scienza e della Tecnologia e dal Ministero delle Finanze. La cifra, pari a circa 3,9 trilioni di yuan, mantiene la Cina al secondo posto a livello globale per spesa totale in R&S, dietro solo agli Stati Uniti.

Il confronto con gli altri grandi investitori è sorprendente. I funzionari cinesi hanno osservato che il totale della R&S cinese è circa 3,4 volte quello della Germania e 3,5 volte quello del Giappone, rispettivamente terzo e quarto investitore mondiale nella ricerca. I funzionari dell’ufficio di statistica hanno descritto la crescita costante come una base per trasformare la Cina in una potenza scientifica e tecnologica, un obiettivo nazionale di lunga data.

Per i lettori non familiari con la scala, i fondi coprono tutto, dai laboratori universitari ai team aziendali di progettazione di chip. Finanziano la ricerca di base, il lavoro applicato e lo sviluppo sperimentale, e fluiscono attraverso istituti statali, aziende private e un numero crescente di laboratori di startup. Il bollettino annuale è seguito con attenzione perché è una delle poche istantanee ufficiali e comparabili di quanto seriamente la Cina finanzi la sua base scientifica.

L’aumento dell’8,2% continua un modello di crescita solida, anche se in moderazione. Negli anni precedenti il bilancio cinese per la R&S cresceva regolarmente a due cifre; il ritmo più recente suggerisce un sistema in maturazione che investe in qualità tanto quanto in quantità. Gli analisti spesso indicano la ricerca di base, il lavoro a lungo termine che sostiene le scoperte, come l’area in cui la Cina è ancora indietro rispetto alla sua spesa complessiva.

Il bollettino è stato pubblicato nella stessa settimana di una serie di altre notizie scientifiche e tecnologiche in Cina. A Nanchino si è aperta una importante conferenza sul futuro di Internet, dove i ricercatori hanno discusso la costruzione di un‘“autostrada della potenza di calcolo” nazionale per spostare enormi set di dati tra data center distanti. Altrove, un laboratorio di Xiamen ha riferito che centinaia di piccole e medie imprese si sono iscritte per utilizzare modelli di intelligenza artificiale di grandi dimensioni a basso costo.

Nel loro insieme, le storie delineano un paese che riversa denaro sia nell’hardware che nelle persone. I dati sulla R&S sono il registro dietro quell’attività: finanziano i telescopi, i sequenziatori genetici, i laboratori di batterie e gli studenti laureati che vi lavorano. Se la spesa si tradurrà in scoperte all’avanguardia mondiale è una questione più lenta, ma la direzione di marcia non è in dubbio.

Per i lettori globali, il numero conta perché i budget di ricerca plasmano tutto, dalla prossima generazione di farmaci al costo dei pannelli solari. Una Cina che continua ad aumentare la sua spesa in R&S continuerà a esercitare una pressione al ribasso sui prezzi nelle tecnologie pulite e una pressione al rialzo sulla concorrenza in settori come l’intelligenza artificiale e i materiali avanzati.

I funzionari hanno inquadrato la crescita come parte di uno sforzo più lungo per rafforzare la base innovativa del paese e formare ricercatori più qualificati. Il prossimo bollettino, tra un anno, mostrerà se il ritmo dell’8% terrà e se una parte maggiore dei fondi si sposterà verso la scienza di base che in ultima analisi decide chi guida.

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