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L'alfabetizzazione scientifica dei cittadini cinesi raggiunge un record, Pechino e Shanghai in testa

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L'alfabetizzazione scientifica dei cittadini cinesi raggiunge un record, Pechino e Shanghai in testa

La lunga campagna della Cina per rendere i suoi cittadini scientificamente alfabetizzati sta mostrando risultati misurabili. Un rapporto pubblicato a Pechino il 29 settembre ha rilevato che il 16,74 per cento dei residenti di età compresa tra 18 e 69 anni ora soddisfa lo standard nazionale di alfabetizzazione scientifica di base, mentre il 49,02 per cento è considerato “basicamente” alfabetizzato. Entrambe le cifre rappresentano un progresso costante verso l’obiettivo del governo di costruire una forza lavoro in grado di sostenere un’economia guidata dalla tecnologia.

I numeri, pubblicati nel Rapporto nazionale sullo sviluppo della divulgazione scientifica 2026, hanno un peso maggiore per via di dove si concentrano i guadagni. Ognuna delle 31 regioni di livello provinciale della Cina, più il Corpo di Produzione e Costruzione dello Xinjiang, ora supera il 10 per cento. Pechino e Shanghai hanno superato per la prima volta la soglia del 30 per cento, un livello che i ricercatori associano alle economie sviluppate. Quel divario tra le due città leader e il resto del Paese suggerisce la portata della sfida rimanente, specialmente nelle province occidentali rurali.

Il rapporto è stato programmato in concomitanza con una raffica di notizie sulla politica scientifica. In un briefing dell’Ufficio Informazioni del Consiglio di Stato dello stesso giorno, il Ministro della Scienza e della Tecnologia Yin Hejun ha descritto come il prossimo piano quinquennale spingerà verso quello che i funzionari chiamano una “potenza scientifica e tecnologica”. La spesa totale della Cina per la ricerca e lo sviluppo ha superato i 3,92 trilioni di yuan nel 2025, superando per la prima volta la media dei paesi membri dell’OCSE. Il Paese ha anche guidato il mondo per diversi anni consecutivi nelle domande di brevetto internazionale PCT e negli articoli su riviste internazionali di alto livello.

Le classifiche internazionali offrono una seconda prospettiva. L’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale ha pubblicato da Ginevra il suo Global Innovation Index 2026, collocando la Cina al decimo posto assoluto, invariata rispetto all’anno scorso. Svizzera, Svezia, Stati Uniti, Corea del Sud e Singapore hanno occupato i primi cinque posti. La spesa globale per la ricerca è cresciuta del 3,3 per cento in termini reali nel 2025 e si prevede che raggiungerà i 3,4 trilioni di dollari nel 2026, con la R&S aziendale in aumento del 5,8 per cento, trainata in gran parte da software e intelligenza artificiale.

L’alfabetizzazione scientifica in Cina non è solo una metrica scolastica. Il rapporto riflette decenni di investimenti in musei, festival della scienza, corsi online e furgoni di divulgazione rurale che portano esperimenti nelle scuole remote. Il 49,02 per cento che è “basicamente” alfabetizzato rappresenta un vasto gruppo intermedio che comprende concetti fondamentali come energia, biologia e dati, ma potrebbe avere difficoltà con un ragionamento più avanzato. Colmare questo divario è ora una priorità per gli educatori che lo vedono come essenziale per i dibattiti pubblici su salute, clima e intelligenza artificiale.

L’agricoltura offre un caso parallelo. In un altro briefing, il Ministro dell’Agricoltura Zhang Zhu ha affermato che il progresso tecnologico ora rappresenta più del 64 per cento della crescita del settore. Il prossimo piano quinquennale si concentrerà su semi migliori, macchinari più intelligenti e metodi agricoli migliorati, con nuove forze produttive di qualità che serviranno da motore per la modernizzazione rurale.

Per le famiglie cinesi comuni, la spinta all’alfabetizzazione si manifesta in modi quotidiani: televisione a tema scientifico, code ai musei nei fine settimana ed esperimenti virali sulle app di video brevi. La sfida che ci attende è la disomogeneità. Le megalopoli costiere ora eguagliano le nazioni ricche, mentre le regioni interne sono ancora indietro. Se i prossimi cinque anni riusciranno a colmare questo divario potrebbe contare quanto qualsiasi scoperta di laboratorio.