Yifei Laser paga un premio di 224 milioni di yuan per una scommessa sulle attrezzature per batterie

Yifei Laser, con sede a Wuhan e produttore di sistemi laser per saldatura e taglio quotato allo STAR Market di Shanghai, ha messo sul tavolo un’acquisizione da 400 milioni di yuan e intende pagarne la maggior parte con il denaro rimasto dalla propria quotazione. Un documento depositato questa settimana mostra che la società prevede di destinare 224 milioni di yuan dei cosiddetti fondi in eccesso — proventi raccolti all’IPO oltre quanto richiesto dal piano di quotazione — al prezzo di acquisto, con il saldo proveniente da altre fonti.
La valutazione è la parte sorprendente. Il valore stimato dell’obiettivo implica un premio del 532,56% rispetto al suo valore contabile, una cifra che salta all’occhio anche in un mercato cinese delle operazioni dove le valutazioni elevate su piccoli asset industriali sono routine. Yifei Laser presenta l’acquisto come un modo per aggiungere una nuova curva di crescita: il core business dell’azienda è nelle attrezzature per la lavorazione laser, e l’obiettivo produce macchinari utilizzati nella produzione di batterie al litio. Si tratta di un angolo affollato ma ancora in espansione della manifattura cinese, dove i produttori di celle continuano a ordinare nuove linee anche mentre i margini si comprimono.
La tempistica è scomoda, ed è ciò che rende l’operazione degna di attenzione. Le aziende cinesi del litio hanno appena riportato risultati esplosivi per i primi tre trimestri dell’anno, ma il solo terzo trimestre è stato più debole del secondo, segno che il ciclo dei prezzi potrebbe essere di nuovo in svolta. I fornitori di attrezzature sentono per primi questa oscillazione: quando i produttori di celle rallentano gli ordini, i portafogli ordini dei costruttori di macchine si svuotano prima di chiunque altro. Comprare capacità a un premio di 5,3 volte il valore contabile in un trimestre in indebolimento è una scommessa che il prossimo ciclo rialzista arrivi prima che l’avviamento debba essere testato.
La struttura del finanziamento porta con sé un proprio messaggio. Usare denaro in eccesso dell’IPO invece di nuovo debito o un aumento di capitale consente a Yifei Laser di muoversi senza chiedere più liquidità agli azionisti pubblici o aggiungere costi per interessi. Riflette anche un modello più ampio nello STAR Market cinese, dove le società quotate durante gli anni del boom sono sedute su proventi inutilizzati e affrontano la pressione di dimostrare di poter impiegare il capitale in modo produttivo invece di lasciarlo inattivo nei conti deposito.
Per i lettori globali, la storia è una piccola finestra su come la filiera cinese delle batterie si finanzia. I giganti cinesi delle celle — CATL, la divisione batterie di BYD e una lunga coda di sfidanti — siedono in cima a una piramide di migliaia di fornitori di attrezzature, molti dei quali quotati, la maggior parte piccoli. Man mano che il settore matura e la guerra dei prezzi stringe tutti, quei fornitori cercano sempre più acquisizioni per comprare la crescita invece di guadagnarsela.
Il rischio è familiare. Le operazioni ad alto premio nei settori ciclici tendono a sembrare brillanti al picco e dolorose due anni dopo, quando l’attività acquisita manca le proiezioni che giustificavano il prezzo. Yifei Laser avrà bisogno che il mercato delle attrezzature per batterie collabori.
Quello che viene dopo è la carta: l’approvazione degli azionisti, il via libera normativo e il primo rapporto trimestrale che consolida la nuova unità. Gli investitori vorranno anche dettagli su quanto l’obiettivo guadagna effettivamente oggi, non su quanto si prevede guadagnerà una volta che il ciclo del litio si invertirà. Il premio è già pubblico. Gli utili che lo giustificano non lo sono.