Riaffiorano le voci di fusione Tesla-SpaceX mentre Barclays raccoglie le domande dei clienti

Una potenziale fusione tra Tesla e SpaceX sta nuovamente attirando l’attenzione, dopo che gli analisti di Barclays hanno dichiarato di aver ricevuto domande dai clienti su una possibile combinazione delle due aziende guidate da Elon Musk. Secondo un rapporto dell’outlet tecnologico cinese TMTPost, l’analista di Barclays Dan Levy ha risposto a tali richieste, suggerendo che l’idea è passata dalle speculazioni online al dibattito mainstream tra gli investitori. Nessuna delle due aziende ha annunciato alcuna operazione, e i colloqui descritti sono speculativi.
La logica dietro un simile accordo non è difficile da seguire. Tesla è un produttore di veicoli elettrici quotato in borsa, le cui azioni hanno oscillato bruscamente con l’umore del mercato riguardo alla domanda di veicoli elettrici e all’autonomia. SpaceX è una società privata di razzi e satelliti diventata una delle aziende non quotate più preziose al mondo, grazie al suo business di lanci riutilizzabili e alla sua costellazione internet Starlink. Unirle creerebbe un’entità che spazia da auto, energia, razzi e banda larga satellitare — una combinazione insolita anche per gli standard dei moderni conglomerati tecnologici.
Per gli azionisti di Tesla, l’attrattiva sarebbe l’esposizione alla crescita di SpaceX senza attendere un’offerta pubblica iniziale. Per Musk, una fusione potrebbe semplificare un impero aziendale che già condivide tecnologia, talento e ambizione oltre i propri confini. Gli ingegneri si spostano tra le due aziende, ed entrambe si affidano a competenze simili in software, produzione e integrazione verticale. Ma gli ostacoli sono altrettanto grandi. SpaceX ha i propri investitori, tra cui fondi di venture capital e veicoli di ricchezza sovrani, il cui consenso sarebbe necessario. Le autorità di regolamentazione di diversi paesi esaminerebbero un accordo che concentra così tante infrastrutture strategiche in un’unica azienda.
Anche la valutazione è un’altra complicazione. Tesla è quotata sui mercati pubblici, dove il suo prezzo si muove ogni giorno. Il valore di SpaceX è determinato da round di finanziamento privati, meno trasparenti e che possono ritardare rispetto alla realtà. Concordare un rapporto di cambio sarebbe di per sé una negoziazione. Gli analisti citati nel rapporto non hanno presentato una tempistica o una proposta formale, ma solo le domande che ricevono dai clienti.
Il tempismo delle chiacchiere è notevole. Tesla sta spingendo verso i robotaxi e l’intelligenza artificiale, aree in cui la rete satellitare di SpaceX potrebbe teoricamente svolgere un ruolo nella connettività. Starlink fornisce già servizi internet in regioni remote, e una società combinata potrebbe offrire pacchetti di veicoli, ricarica e banda larga in modi che nessuna delle due può fare da sola. Se questa visione giustifichi una fusione, o semplicemente rifletta le ambizioni di un fondatore, è la domanda a cui gli investitori stanno cercando di rispondere.
Per ora, la storia è un promemoria di quanto del panorama tecnologico si basi su un piccolo numero di personalità molto influenti e sulle aziende che controllano. Una combinazione Tesla-SpaceX sarebbe uno degli eventi aziendali più grandi della storia se mai si verificasse. Fino ad allora, rimane un argomento di conversazione — uno che gli analisti sono pagati per prendere sul serio, anche senza un accordo sul tavolo.
I lettori al di fuori degli Stati Uniti potrebbero chiedersi perché questo sia importante. Tesla vende auto in Europa e Asia, e SpaceX lancia satelliti utilizzati da emittenti e governi di tutto il mondo. Qualsiasi cambiamento nella loro struttura proprietaria potrebbe ripercuotersi su catene di approvvigionamento, calendari di lancio e politica della concorrenza ben oltre i confini americani.