Volkswagen guarda alla Cina per la tecnologia che un tempo esportava

Per decenni lo schema è stato fisso: la sede tedesca di Volkswagen progettava le piattaforme, stabiliva gli standard ingegneristici e inviava la tecnologia in Cina, dove le joint venture locali costruivano auto secondo le specifiche tedesche. Ora questa strada a senso unico viene deviata.
Il 27 ottobre il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier ha visitato la China technology company di Volkswagen, nota come VCTC, a Hefei, nella provincia di Anhui. La tappa faceva parte di una visita in Cina, la sua prima in quasi otto anni, e la scelta di Hefei non è stata casuale. VCTC è il più grande centro di ricerca e sviluppo del Gruppo Volkswagen fuori dalla Germania ed è diventato il principale laboratorio dell’azienda per i veicoli definiti dal software che i clienti cinesi ora si aspettano.
Ciò che Volkswagen sta tentando è un’inversione del flusso di sviluppo. Invece di ingegneri tedeschi che trasmettono piattaforme e standard ai partner cinesi, il team di Hefei sviluppa architetture elettroniche, software e funzionalità dei veicoli che saranno esportati in Europa. L’azienda ha segnalato che i futuri modelli venduti in Europa potrebbero attingere al lavoro svolto in Cina, un cambiamento notevole per un gruppo la cui identità ingegneristica è stata costruita sulla leadership progettuale tedesca.
La logica è commerciale. Il mercato automobilistico cinese è diventato il banco di prova più esigente al mondo per le funzionalità delle smart cockpit, la guida assistita e gli aggiornamenti software rapidi. I concorrenti locali rinnovano i modelli in mesi anziché anni, e i consumatori considerano gli aggiornamenti over-the-air e le app in-car aspettative di base. I tradizionali cicli di sviluppo di Volkswagen, misurati in anni, faticavano a tenere il passo. Costruire a Hefei un grande team di integrazione software e hardware, vicino ai fornitori e ai partner tecnologici cinesi, è stato un modo per comprimere quei cicli.
La struttura VCTC comprende laboratori per test integrati di hardware e software, il tipo di lavoro che determina la rapidità con cui i sistemi digitali di un’auto possono essere convalidati e consegnati. Collocando questa capacità in Cina, Volkswagen può attingere alle catene di fornitura locali di chip, sensori e software già orientate all’iterazione rapida.
Il cambiamento comporta rischi. I team ingegneristici europei potrebbero vedere ridotta la loro influenza, e integrare software sviluppato in Cina nei veicoli venduti in Europa solleva questioni sulla gestione dei dati, la conformità normativa e i rapporti con i fornitori. Volkswagen deve anche garantire che la tecnologia messa a punto per le strade e le abitudini degli utenti cinesi si traduca in prodotti attraenti per i guidatori europei, le cui aspettative in materia di privacy e comportamento di guida differiscono.
Per i lettori globali, la visita a Hefei è un indicatore di quanto si sia inclinato l’equilibrio. La Cina non è più solo il più grande mercato automobilistico e base produttiva del mondo; è sempre più una fonte di software per veicoli e architetture elettriche. Le case automobilistiche occidentali che un tempo trattavano la Cina come destinazione di vendita ora la trattano come un centro di sviluppo il cui output può servire i loro mercati di origine.
Il prossimo segnale da osservare è se Volkswagen nominerà modelli europei specifici il cui software o le cui piattaforme provengono da Hefei. Ciò trasformerebbe un’intenzione strategica in una decisione di prodotto e mostrerebbe quanto sia effettivamente avanzato il flusso inverso della tecnologia automobilistica.