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Volkswagen guarda alla Cina per la tecnologia che un tempo esportava

Per la redazione di HotNews3 min di lettura
Volkswagen guarda alla Cina per la tecnologia che un tempo esportava

Per decenni lo schema è stato fisso: la sede tedesca di Volkswagen progettava le piattaforme, stabiliva gli standard ingegneristici e inviava la tecnologia in Cina, dove le joint venture locali costruivano auto secondo le specifiche tedesche. Ora questa strada a senso unico viene deviata.

Il 27 ottobre il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier ha visitato la China technology company di Volkswagen, nota come VCTC, a Hefei, nella provincia di Anhui. La tappa faceva parte di una visita in Cina, la sua prima in quasi otto anni, e la scelta di Hefei non è stata casuale. VCTC è il più grande centro di ricerca e sviluppo del Gruppo Volkswagen fuori dalla Germania ed è diventato il principale laboratorio dell’azienda per i veicoli definiti dal software che i clienti cinesi ora si aspettano.

Ciò che Volkswagen sta tentando è un’inversione del flusso di sviluppo. Invece di ingegneri tedeschi che trasmettono piattaforme e standard ai partner cinesi, il team di Hefei sviluppa architetture elettroniche, software e funzionalità dei veicoli che saranno esportati in Europa. L’azienda ha segnalato che i futuri modelli venduti in Europa potrebbero attingere al lavoro svolto in Cina, un cambiamento notevole per un gruppo la cui identità ingegneristica è stata costruita sulla leadership progettuale tedesca.

La logica è commerciale. Il mercato automobilistico cinese è diventato il banco di prova più esigente al mondo per le funzionalità delle smart cockpit, la guida assistita e gli aggiornamenti software rapidi. I concorrenti locali rinnovano i modelli in mesi anziché anni, e i consumatori considerano gli aggiornamenti over-the-air e le app in-car aspettative di base. I tradizionali cicli di sviluppo di Volkswagen, misurati in anni, faticavano a tenere il passo. Costruire a Hefei un grande team di integrazione software e hardware, vicino ai fornitori e ai partner tecnologici cinesi, è stato un modo per comprimere quei cicli.

La struttura VCTC comprende laboratori per test integrati di hardware e software, il tipo di lavoro che determina la rapidità con cui i sistemi digitali di un’auto possono essere convalidati e consegnati. Collocando questa capacità in Cina, Volkswagen può attingere alle catene di fornitura locali di chip, sensori e software già orientate all’iterazione rapida.

Il cambiamento comporta rischi. I team ingegneristici europei potrebbero vedere ridotta la loro influenza, e integrare software sviluppato in Cina nei veicoli venduti in Europa solleva questioni sulla gestione dei dati, la conformità normativa e i rapporti con i fornitori. Volkswagen deve anche garantire che la tecnologia messa a punto per le strade e le abitudini degli utenti cinesi si traduca in prodotti attraenti per i guidatori europei, le cui aspettative in materia di privacy e comportamento di guida differiscono.

Per i lettori globali, la visita a Hefei è un indicatore di quanto si sia inclinato l’equilibrio. La Cina non è più solo il più grande mercato automobilistico e base produttiva del mondo; è sempre più una fonte di software per veicoli e architetture elettriche. Le case automobilistiche occidentali che un tempo trattavano la Cina come destinazione di vendita ora la trattano come un centro di sviluppo il cui output può servire i loro mercati di origine.

Il prossimo segnale da osservare è se Volkswagen nominerà modelli europei specifici il cui software o le cui piattaforme provengono da Hefei. Ciò trasformerebbe un’intenzione strategica in una decisione di prodotto e mostrerebbe quanto sia effettivamente avanzato il flusso inverso della tecnologia automobilistica.

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