Un'offerta da 120.000 yuan per i migliori laureati scatena la guerra delle assunzioni

Una campagna di reclutamento universitario a Chongqing si è trasformata in un dibattito insolitamente pubblico sulle retribuzioni dei laureati in Cina, dopo che un’azienda di motociclette ha offerto stipendi annui da 120.000 a 150.000 yuan (circa 17.000-21.000 dollari) a studenti delle università più selettive del Paese, suscitando immediate prese in giro online.
L’azienda, legata al fondatore Zhang Xue, prevede di assumere circa 100 persone, di cui circa il 70 per cento nella ricerca e sviluppo. La scala retributiva è a più livelli. Ai laureati delle università 985 e 211 — una classificazione in due fasce per i principali atenei pubblici cinesi — sono offerti da 120.000 a 150.000 yuan l’anno per i ruoli nella R&S e da 100.000 a 120.000 per quelli non di R&S. Agli studenti di università ordinarie sono offerti da 100.000 a 130.000 per la R&S e da 90.000 a 120.000 per gli altri ruoli. Gli straordinari sono pagati a parte.
È il pacchetto di benefit a rendere l’offerta più interessante. I dipendenti ricevono sei tipi di assicurazione e un fondo per la casa, l’accesso a una mensa e uno sconto del 50 per cento sulle motociclette dell’azienda per i dipendenti della R&S. Gli stagisti hanno camere doppie gratuite; dopo il periodo di prova, l’affitto è di 200 yuan al mese.
La reazione online non è stata benevola. I commentatori hanno definito il pacchetto arrogante, sostenendo che un’azienda che chiede laureati dei migliori atenei cinesi dovrebbe pagare più di una media impresa che assume ovunque. Le critiche si sono diffuse tanto che Zhang ha risposto direttamente, dicendo ai giornalisti che avevano perso il filo del discorso: una replica brusca che ha solo allargato la polemica.
La disputa è una piccola finestra su una grande tensione. La Cina produce oltre dieci milioni di laureati all’anno e la concorrenza per i posti nelle aziende note è diventata feroce. Eppure le aspettative salariali dei laureati di primo livello non sono scese di pari passo. Le aziende, dal canto loro, cercano di contenere i costi mentre i margini si stringono. Quando le due parti si incontrano a un career day, il divario diventa visibile.
C’è anche una dimensione regionale. Chongqing è un polo manifatturiero nel sud-ovest della Cina, più economico di Pechino o Shenzhen ma lontano dai poli tecnologici dove i laureati spesso sperano di approdare. Un datore di lavoro di una città-fabbrica che offre uno stipendio modesto e alloggi a basso costo scommette che il costo della vita conti quanto la retribuzione nominale. Se gli studenti siano d’accordo è la domanda che la campagna di reclutamento ha accidentalmente posto al pubblico.
Per i lettori internazionali, l’episodio ricorda che il mercato del lavoro dei laureati cinesi non è una storia unica. Le università d’élite conservano ancora un enorme prestigio e i datori di lavoro usano ancora le loro fasce come scorciatoia di selezione. Ma la disponibilità di un fondatore a discutere pubblicamente con i critici, invece di aggiustare silenziosamente l’offerta, dice qualcosa su quanto sia diventata sensibile l’assunzione. La prossima stagione dei career day mostrerà se le critiche hanno cambiato qualcosa, o se 120.000 yuan sono semplicemente la nuova offerta di apertura.