Il nuovo drone imbarcato cinese decolla dal ponte di una portaeromobili

La marina cinese ha fatto volare un drone d’attacco stealth dal ponte della sua più recente nave d’assalto anfibio, un primato per una classe di unità più nota per il lancio di elicotteri e mezzi da sbarco. Durante le prove in mare di fine ottobre, la Sichuan, prima unità della classe Type 076, ha ospitato decolli e atterraggi del Gongji-21, un drone a ala fissa a bassa osservabilità progettato sia per individuare bersagli sia per colpirli.
L’annuncio, emerso sui social network cinesi nel fine settimana, ha presentato la pietra miliare come un passo avanti nel programma di navi da guerra anfibie del Paese. Segna anche la prima volta che un drone stealth a ala fissa opera da una grande piattaforma navale cinese, una capacità finora appannaggio soprattutto delle portaerei di grandi dimensioni con catapulte.
La Sichuan è un progetto ibrido. È classificata come nave d’assalto anfibio, il che significa che trasporta truppe, veicoli e mezzi da sbarco per operazioni lanciate dal mare verso la costa. Ma dispone anche di un ponte di volo piatto e di una catapulta elettromagnetica, lo stesso tipo di sistema di lancio usato sulle più recenti portaerei cinesi per far decollare velivoli pesanti senza trampolino.
Questa combinazione è insolita. La maggior parte delle navi d’assalto anfibio si affida a elicotteri o a jet a decollo corto e atterraggio verticale. L’aggiunta di una catapulta consente alla nave di lanciare velivoli a ala fissa più grandi e pesanti, compresi droni in grado di restare in volo a lungo e di trasportare armi o sensori.
Il Gongji-21 è descritto come un drone stealth multiruolo: può restare in attesa, osservare e, quando necessario, colpire. Far volare simili velivoli da una nave in mare è più difficile che da terra. I ponti beccheggiano e rollano, gli spruzzi salini e il vento complicano ogni avvicinamento, e il recupero — riacciuffare il drone sul ponte — è la parte più delicata. Il successo riportato suggerisce che nave e velivolo sono stati messi a punto per lavorare insieme.
I commentatori cinesi si sono affrettati a speculare su ciò che verrà dopo. Un drone in grado di decollare da una nave anfibia estende la portata di un’unità che altrimenti sarebbe limitata agli elicotteri. Potrebbe esplorare il terreno davanti a una forza da sbarco, sorvegliare un’ampia area oceanica o fungere da relè per altre unità. Gli appassionati si sono anche chiesti se seguiranno altri tipi di droni e se la catapulta del Type 076 potrà eventualmente gestire anche velivoli con equipaggio.
Per i lettori globali, il dettaglio da notare non è un singolo volo ma la direzione intrapresa. La Cina sta abbinando droni e grandi navi di superficie, e lo sta facendo su una classe di scafi che molte marine usano per il trasporto di truppe più che per il potere aereo. Ciò suggerisce che il confine tra una nave anfibia e una piccola portaerei si sta sfumando.
Le prove della Sichuan sono ancora in corso, e il lavoro sui droni sembra far parte di un più ampio programma di test piuttosto che di uno schieramento operativo. I prossimi elementi da osservare sono se il Gongji-21 diventerà parte regolare del gruppo aereo della nave, quanti droni può trasportare un singolo scafo e se lo stesso velivolo comparirà su altre navi della classe. Ognuno di questi trasformerebbe una dimostrazione isolata in una capacità permanente.