The Division raggiunge 50 milioni di giocatori, ma il terzo capitolo resta nell'ombra

Massive Entertainment, lo studio svedese dietro la serie The Division, ha dichiarato il 27 ottobre che il franchise ha ora superato i 50 milioni di giocatori cumulativi. La cifra copre ogni gioco della serie, non le vendite di un singolo titolo né il numero di persone ancora connesse, e arriva con poco altro da mostrare: un terzo capitolo di The Division è ancora in sviluppo, senza dettagli sul gameplay né una finestra di uscita annunciata.
Il primo The Division è uscito nel 2016 e si è rapidamente affermato come uno dei loot shooter più rappresentativi della sua epoca. La premessa era un thriller pandemico: una malattia diffusa attraverso le banconote durante la corsa agli acquisti del Black Friday, che fa crollare gli Stati Uniti in cinque giorni. I giocatori combattevano in una New York flagellata dall’inverno, davano la caccia ai responsabili dell’epidemia e cercavano di preservare ciò che restava. Seguirono tre grandi espansioni, e la combinazione di sparatorie al coperto e grinding di equipaggiamento mantenne un pubblico fedele molto dopo il lancio.
Il sequel, uscito nel 2019, spostava l’azione a Washington, D.C., e poi di nuovo a New York. Riprendeva la stessa formula di distretti open-world, missioni cooperative e un flusso costante di armi e armature. Da allora la serie è vissuta soprattutto di aggiornamenti stagionali ed espansioni anziché di un nuovo capitolo numerato, il che rende il traguardo dei 50 milioni una dichiarazione di longevità oltre che di scala.
Questa impostazione conta. I giocatori cumulativi sono una metrica generosa: conta chiunque abbia mai provato una qualsiasi parte del franchise, tra weekend gratuiti, prove, promozioni e piattaforme multiple. Non è una misura della popolarità attuale e non ci dice quante persone stiano giocando oggi. Per uno studio tra un’uscita e l’altra, è comunque un segnale utile al suo editore che il marchio ha ancora portata.
The Division 3, quando arriverà, affronterà un mercato diverso da quello in cui è entrato il primo gioco. Gli extraction shooter e i giochi live-service si sono moltiplicati, e i giocatori sono più riluttanti a impegnarsi in un altro mondo online di lunga durata. Massive non ha detto se il terzo gioco manterrà l’ambientazione realistica del futuro prossimo o cambierà direzione, e lo studio non ha offerto alcuna tempistica oltre alla conferma che il progetto esiste.
Per ora, il futuro a breve termine del franchise si basa sui giochi esistenti e sui loro contenuti stagionali. La cifra di 50 milioni dà a Ubisoft un numero da citare mentre il prossimo capitolo resta sotto copertura, e dà ai giocatori di lunga data un motivo per tornare a dare un’occhiata. Se questo si tradurrà in slancio per un terzo gioco è una domanda a cui lo studio ha scelto di non rispondere ancora.