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Il Manchester City ha nascosto un pagamento di 8,86 milioni di sterline a Mancini

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Il Manchester City ha nascosto un pagamento di 8,86 milioni di sterline a Mancini

Una commissione indipendente della Premier League ha concluso che il Manchester City ha occultato circa 8,86 milioni di sterline (circa 11,8 milioni di dollari) dovuti all’ex allenatore Roberto Mancini, secondo quanto riportato dal sito di notizie calcistiche Goal. La commissione ha affermato che il club ha fatto passare i pagamenti che sarebbero dovuti apparire nei suoi bilanci attraverso accordi di consulenza con terzi, una struttura che ha definito non genuina.

La decisione si concentra sul periodo in cui Mancini, allenatore italiano che ha guidato il City da dicembre 2009 a maggio 2013, era alla guida. Sotto la sua direzione il club ha vinto la FA Cup nel 2011 e poi il titolo di Premier League nel 2012, una stagione ricordata in tutto il mondo per il gol all’ultimo respiro di Sergio Aguero contro il Queens Park Rangers.

Secondo il rapporto, la commissione ha stabilito che il City ha violato le regole P.7 e P.8 della Premier League, che disciplinano come i club devono dichiarare i pagamenti e rapportarsi onestamente con la lega. Gli investigatori hanno affermato che parte del denaro dovuto all’allenatore è stato inserito in contratti di consulenza tra terzi, con i fondi provenienti dal gruppo di Abu Dhabi proprietario del club. Poiché i pagamenti non apparivano come spese del club, la commissione ha affermato che la spesa dichiarata dal City era sottostimata.

La commissione è andata oltre, affermando che gli accordi erano progettati per eludere le regole finanziarie della lega e che la dirigenza del club sembrava aver intenzione di aggirarle. Questo linguaggio è importante: le normative inglesi sulla spesa calcistica dipendono dalla divulgazione da parte dei club di tutti i pagamenti a giocatori e staff, e qualsiasi divario tra ciò che viene pagato e ciò che viene dichiarato va al cuore del sistema.

Per i lettori globali che non conoscono il caso, il Manchester City è stata la forza dominante del calcio inglese nell’ultimo decennio, vincendo numerosi titoli di lega sotto la guida dell’allenatore Pep Guardiola. La proprietà del club, attraverso il City Football Group, è sostenuta da Abu Dhabi. La sentenza su Mancini è un filone di un insieme molto più ampio di procedimenti che hanno gravato sul calcio inglese per anni e che hanno già rimodellato il modo in cui tifosi, rivali e sponsor parlano del club.

Le reazioni sono state caute. Il capitano dell’Inghilterra Harry Kane, parlando dopo la vittoria per 2-0 dell’Inghilterra nella Repubblica Ceca, ha detto di aver appena saputo della decisione e di non ritenere che fosse suo compito commentare senza saperne di più. La sua moderazione riflette quanto l’argomento rimanga delicato nel mondo del calcio, dove i giocatori sono diffidenti dall’essere coinvolti in dispute che riguardano un club rivale.

Cosa succederà dopo non è chiaro. Il City non ha rilasciato una risposta pubblica dettagliata nel rapporto, e eventuali sanzioni, ricorsi o ulteriori udienze si svolgeranno attraverso i processi legali della lega piuttosto che sul campo. Per ora, la sentenza aggiunge un altro capitolo a una lunga storia su denaro, divulgazione e le regole che governano il calcio moderno.

Per i tifosi, la domanda sportiva immediata è se il caso distrae dai risultati. Per tutti gli altri, è un promemoria di quanto del calcio d’élite ora accada fuori dal campo, in contratti, bilanci e sale riunioni, lontano dal rumore dello stadio.