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Sul Plateau tibetano sorge il traliccio elettrico da 330 kV più alto del mondo

Per la redazione di HotNews2 min di lettura
Sul Plateau tibetano sorge il traliccio elettrico da 330 kV più alto del mondo

Le squadre di servizio pubblico hanno completato quello che gli ingegneri definiscono il traliccio di trasmissione da 330 kilovolt più alto del mondo: una struttura reticolare in acciaio di 30,5 metri che si erge a 5.105 metri sul livello del mare nei monti Tanggula, sul Plateau tibetano. La struttura pesa 17,2 tonnellate ed è stata assemblata nell’ambito di una linea progettata per portare elettricità affidabile alle comunità d’alta quota e alle infrastrutture che le attraversano.

Il traliccio, numerato #9088, appartiene alla linea Yanshiping–Tanggula costruita dalla Gansu Power Transmission and Transformation Company, una controllata di State Grid. Il percorso si snoda attraverso una regione dove l’ossigeno è scarso, le temperature crollano per gran parte dell’anno e le squadre di costruzione possono lavorare solo in ristrette finestre meteorologiche. Ciononostante, il progetto ha raggiunto il traguardo alla fine di ottobre, secondo un rapporto di Science and Technology Daily.

Costruire a tale altitudine è meno un singolo exploit ingegneristico che una logistica ripetuta centinaia di volte. Ogni bullone, cavo e sezione d’acciaio deve essere trasportato su strade di montagna, poi sollevato e montato da operai che lavorano con ossigeno ridotto e vincoli di sicurezza più gravosi. L’assemblaggio di un traliccio a 5.000 metri richiede in genere turni più brevi, monitoraggio medico aggiuntivo e attrezzature omologate per il freddo e il vento.

Perché un singolo traliccio è importante? Perché la capacità di trasmissione è il collo di bottiglia per tutto il resto in una regione remota. Una volta che una linea supera un valico elevato, può portare energia a città, sistemi di segnalamento ferroviario e apparecchiature di comunicazione che altrimenti dipenderebbero da generatori diesel o da un’alimentazione locale inaffidabile. Nella zona di Tanggula, la ferrovia stessa è un grande utilizzatore di elettricità stabile.

Il record fa parte di una spinta più ampia a portare le reti nei terreni meno ospitali della Cina. La stessa azienda ha lavorato su linee simili ad alta quota in tutto il plateau, dove la sfida non è solo l’altitudine ma anche il permafrost, il rischio di valanghe e l’aria rarefatta che riduce l’efficienza dell’isolamento e delle apparecchiature. Ogni traliccio completato diventa un punto di riferimento per le rotte future.

Per i lettori globali, la storia ricorda che la transizione energetica non è solo una questione di pannelli solari e batterie; riguarda anche acciaio, cemento e la volontà di costruire in luoghi dove le opere sono lente, costose e talvolta pericolose. La Cina gestisce ora la più grande rete di trasmissione ad alta tensione del mondo, e i suoi ingegneri trattano sempre più la geografia estrema come un problema di progettazione anziché come una barriera.

Il prossimo segnale da osservare è la messa in servizio. Ereggere un traliccio è un traguardo visibile, ma una linea conta solo quando è energizzata e trasporta corrente. Se il collegamento Yanshiping–Tanggula entrerà in funzione secondo i piani, estenderà l’energia affidabile più in profondità nel plateau e darà agli ingegneri un modello collaudato per la prossima campata da record.

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