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Il primo film AI cinese mette alla prova ciò che il pubblico accetterà

Per la redazione di HotNews3 min di lettura
Il primo film AI cinese mette alla prova ciò che il pubblico accetterà

Il 23 ottobre è uscito nelle sale cinesi un film intitolato Sanxingdui: Future Past, con un primato che nessun altro lungometraggio aveva mai avuto: è il primo film realizzato con l’AI a ricevere il certificato di distribuzione cinematografica cinese, il permesso noto come dragon label, e a vendere biglietti al pubblico. Il film è stato prodotto da Bona Film Group, la casa di produzione dietro grandi successi commerciali come The Battle at Lake Changjin e Operation Red Sea, attraverso un centro di produzione AI che ha istituito alla fine del 2023.

Il titolo colloca il film nell’universo di The Three-Body Problem, il romanzo di fantascienza di Liu Cixin diventato una delle proprietà culturali cinesi più esportate. La storia risale a Sanxingdui, il sito archeologico dell’età del bronzo nella provincia del Sichuan, le cui strane maschere e figure di bronzo affascinano il pubblico cinese da decenni. L’abbinamento tra mistero antico e tecnologia futuristica è il principale punto di forza del film.

Secondo il team di produzione, il lavoro ha richiesto due anni su una piattaforma sviluppata internamente che lo studio chiama Boka Film Cloud Studio. Il team ha generato oltre 1,2 milioni di immagini di base, ha impiegato quasi un centinaio di persone e ha speso decine di milioni di yuan. È un budget modesto per gli standard dei blockbuster cinesi, ma molto superiore al costo dei brevi clip AI che hanno invaso i social media negli ultimi due anni.

Il risultato, come descritto dai primi spettatori e dalla critica, è un film dalle superfici sorprendenti e dalla vita limitata. Le immagini sono spesso belle, ma i volti restano stranamente immutati da un’inquadratura all’altra, e le civiltà sullo schermo appaiono semplificate, come se fossero ridotte a una manciata di motivi visivi. La tecnologia sa rendere una folla o un tempio, ma fatica con le piccole irregolarità umane che rendono reale un personaggio.

Questa tensione è il vero tema dell’uscita. Negli ultimi due anni, gli studi cinesi hanno usato l’AI per realizzare comic drama, pubblicità e video brevi a una frazione dei costi tradizionali. Il cinema di lungometraggio è una prova più difficile, perché il pubblico paga un biglietto e si aspetta una storia coerente, non una dimostrazione. Il weekend di apertura del film sarà letto in tutto il settore come un segnale se l’AI possa sostenere un’uscita mainstream o resti uno strumento per parti della filiera.

La decisione di Bona di mettere il proprio nome e un’uscita in sala dietro il progetto è notevole. Gli studi affermati hanno per lo più sperimentato in silenzio, usando l’AI per storyboard, concept art o pulizia degli effetti visivi. Distribuire un lungometraggio interamente realizzato con l’AI dà alla tecnologia un volto pubblico e invita al confronto con la produzione cinematografica convenzionale, il che potrebbe essere scomodo se il pubblico resta lontano.

Il film solleva anche questioni a cui il cinema cinese dovrà rispondere presto: come vengono attribuiti i crediti quando le immagini sono generate anziché girate, come vengono compensati attori e designer, e se la dragon label debba trattare i film realizzati con l’AI diversamente da quelli live-action. Nessuna di queste è stata risolta, e l’uscita è destinata ad accelerare il dibattito.

Per il pubblico globale, Sanxingdui: Future Past è un’anteprima di un futuro verso cui anche Hollywood e altre industrie cinematografiche si stanno muovendo, ma con vincoli diversi. La Cina ha un settore video AI ampio e in rapida evoluzione, un forte interesse statale per la tecnologia culturale e un enorme pubblico interno. Se questo film diventerà una curiosità o un modello dipenderà dalle prossime settimane al botteghino e se il prossimo lungometraggio AI imparerà a far muovere i suoi personaggi.

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