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L'app cinese per gli anziani scambia un nome scioccante con un contratto pubblico

Per la redazione di HotNews3 min di lettura
L'app cinese per gli anziani scambia un nome scioccante con un contratto pubblico

Quando un’app è stata lanciata in Cina con il nome “死了么” — all’incirca “Sei già morto?” — il nome ha fatto da marketing, e non in senso positivo. L’idea era cupamente semplice: uno strumento di check-in per chi vive solo, creato perché qualcuno si accorga se l’utente smette di rispondere. Il nome ha attirato pesanti critiche e il prodotto è stato ribattezzato “在么在么” (“Ci sei?”). Questa settimana la controversia si è spostata dal branding alla fatturazione.

Il 22 ottobre, il fondatore Lü Gongchen ha parlato ai media cinesi del prezzo dell’app e del suo modello di business nello stesso respiro. Il software è disponibile in due versioni: la 1.0 a 99 yuan all’anno, la 2.0 a 199 yuan all’anno (circa 14 e 28 dollari USA). Nessuna delle due è pensata per essere pagata dagli utenti. I governi locali acquistano il servizio all’ingrosso e gli anziani che vivono soli installano e usano l’app gratuitamente, secondo il fondatore.

È per questo che la storia è salita sui forum. La domanda che i lettori continuavano a porsi non era se 199 yuan siano molti in termini assoluti — per un giovane professionista urbano è all’incirca il prezzo di due o tre pasti da asporto — ma se siano molti per ciò che l’app fa davvero. Un sistema di check-in non è un software pesante. Richiede una pianificazione, una notifica e qualcuno dall’altra parte quando la notifica resta senza risposta. Il costo di quest’ultima parte è il costo reale, ed è la parte che la descrizione pubblica lascia vaga.

La seconda domanda riguarda gli appalti. Le autorità locali cinesi acquistano già servizi per gli anziani — visite domiciliari, consegna di pasti, dispositivi di chiamata d’emergenza — e pagare un fornitore per utente all’anno è una forma familiare per questa spesa. La novità è un’app consumer con un nome virale e sgradevole che scivola in quel canale. I lettori si chiedono se un ente pubblico dovrebbe comprare da un’azienda il cui lancio iniziale era basato sullo shock, e se 199 yuan a testa sia un prezzo equo o un numero fissato da ciò che un bilancio può sopportare.

L’app si inserisce anche in un vuoto sociale reale. La popolazione cinese sta invecchiando rapidamente e un gran numero di anziani vive lontano dai figli, spesso in un’altra città o provincia. La paura quotidiana che il prodotto affronta è reale: succede qualcosa e nessuno lo sa per giorni. Dispositivi che promettono di colmare questo vuoto — allarmi indossabili, altoparlanti intelligenti, linee dirette comunitarie — competono per la stessa famiglia da anni, con risultati alterni, perché la parte difficile non è il rilevamento ma la risposta.

Per ora il lancio è descritto in termini generali anziché con contratti. Il racconto del fondatore fornisce prezzi e un modello di appalto, ma non quali città abbiano firmato, quanti anziani siano coperti o cosa succeda operativamente quando un check-in viene mancato. Sono questi i dettagli che trasformerebbero un dibattito sui prezzi in una valutazione dell’efficacia.

Ciò che l’episodio mostra è la rapidità con cui un prodotto software cinese può passare dalla controversia consumer al cliente del settore pubblico. Il rebranding ha addolcito il nome; il contratto pubblico ha addolcito il prezzo. Se la seconda mossa sopravviverà all’esame dipende meno dalla tariffa che da ciò che una famiglia ne ricava.

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