L'app cinese per gli anziani scambia un nome scioccante con un contratto pubblico

Quando un’app è stata lanciata in Cina con il nome “死了么” — all’incirca “Sei già morto?” — il nome ha fatto da marketing, e non in senso positivo. L’idea era cupamente semplice: uno strumento di check-in per chi vive solo, creato perché qualcuno si accorga se l’utente smette di rispondere. Il nome ha attirato pesanti critiche e il prodotto è stato ribattezzato “在么在么” (“Ci sei?”). Questa settimana la controversia si è spostata dal branding alla fatturazione.
Il 22 ottobre, il fondatore Lü Gongchen ha parlato ai media cinesi del prezzo dell’app e del suo modello di business nello stesso respiro. Il software è disponibile in due versioni: la 1.0 a 99 yuan all’anno, la 2.0 a 199 yuan all’anno (circa 14 e 28 dollari USA). Nessuna delle due è pensata per essere pagata dagli utenti. I governi locali acquistano il servizio all’ingrosso e gli anziani che vivono soli installano e usano l’app gratuitamente, secondo il fondatore.
È per questo che la storia è salita sui forum. La domanda che i lettori continuavano a porsi non era se 199 yuan siano molti in termini assoluti — per un giovane professionista urbano è all’incirca il prezzo di due o tre pasti da asporto — ma se siano molti per ciò che l’app fa davvero. Un sistema di check-in non è un software pesante. Richiede una pianificazione, una notifica e qualcuno dall’altra parte quando la notifica resta senza risposta. Il costo di quest’ultima parte è il costo reale, ed è la parte che la descrizione pubblica lascia vaga.
La seconda domanda riguarda gli appalti. Le autorità locali cinesi acquistano già servizi per gli anziani — visite domiciliari, consegna di pasti, dispositivi di chiamata d’emergenza — e pagare un fornitore per utente all’anno è una forma familiare per questa spesa. La novità è un’app consumer con un nome virale e sgradevole che scivola in quel canale. I lettori si chiedono se un ente pubblico dovrebbe comprare da un’azienda il cui lancio iniziale era basato sullo shock, e se 199 yuan a testa sia un prezzo equo o un numero fissato da ciò che un bilancio può sopportare.
L’app si inserisce anche in un vuoto sociale reale. La popolazione cinese sta invecchiando rapidamente e un gran numero di anziani vive lontano dai figli, spesso in un’altra città o provincia. La paura quotidiana che il prodotto affronta è reale: succede qualcosa e nessuno lo sa per giorni. Dispositivi che promettono di colmare questo vuoto — allarmi indossabili, altoparlanti intelligenti, linee dirette comunitarie — competono per la stessa famiglia da anni, con risultati alterni, perché la parte difficile non è il rilevamento ma la risposta.
Per ora il lancio è descritto in termini generali anziché con contratti. Il racconto del fondatore fornisce prezzi e un modello di appalto, ma non quali città abbiano firmato, quanti anziani siano coperti o cosa succeda operativamente quando un check-in viene mancato. Sono questi i dettagli che trasformerebbero un dibattito sui prezzi in una valutazione dell’efficacia.
Ciò che l’episodio mostra è la rapidità con cui un prodotto software cinese può passare dalla controversia consumer al cliente del settore pubblico. Il rebranding ha addolcito il nome; il contratto pubblico ha addolcito il prezzo. Se la seconda mossa sopravviverà all’esame dipende meno dalla tariffa che da ciò che una famiglia ne ricava.