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Perché la crisi di De Zerbi al Tottenham fa discutere la Premier League

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Perché la crisi di De Zerbi al Tottenham fa discutere la Premier League

Il Tottenham Hotspur ha speso molto nella finestra di mercato estiva, eppure dopo cinque giornate della nuova stagione di Premier League il club del nord di Londra è ultimo in classifica con due pareggi e tre sconfitte. La pressione sull’allenatore Roberto De Zerbi è diventata il principale argomento di discussione della settimana calcistica inglese, e dopo la sconfitta casalinga contro l’Aston Villa l’italiano ha ammesso che lo stato psicologico della sua squadra è fragile.

De Zerbi è arrivato con la reputazione di un allenatore audace e orientato al possesso palla, costruita a Sassuolo, Shakhtar Donetsk, Brighton e Marsiglia. Proprio questo curriculum, però, è ciò che l’ex attaccante di Southampton e Queens Park Rangers Charlie Austin ha citato quando è apparso nel programma radiofonico britannico Talksport. Austin ha detto che il CV di De Zerbi rende difficile per lui essere ottimista, e ha suggerito che i giocatori non sembrano disposti a correre attraverso i muri per il loro allenatore.

Il conduttore, Ola Odipoo, ha inquadrato la questione attorno al temperamento. A suo avviso De Zerbi è un allenatore emotivamente volatile che reagisce duramente quando i risultati girano male, e ha osservato che un ricco pacchetto di buonuscita renderebbe l’idea di lasciare il lavoro poco attraente per l’allenatore stesso. Che questa lettura sia giusta o meno, cattura l’umore attorno a un club che si aspettava di competere vicino alla vetta invece di sostenere la parte bassa della classifica.

Per i lettori globali meno familiari con il calcio inglese, il contesto è importante. La Premier League è il campionato nazionale di calcio più seguito al mondo, e i suoi 20 club condividono i ricavi televisivi in modo così uniforme che un cattivo inizio viene trattato quasi immediatamente come una crisi. Gli allenatori dei grandi club vengono giudicati sui risultati di una manciata di partite, e l’espressione ‘ultimo in classifica’ ha un peso ben oltre ottobre.

Il problema del Tottenham non sono semplicemente i punti. Una rosa ricostruita a caro prezzo ha bisogno di tempo per amalgamarsi, ma il calendario moderno ne offre poco. Le pause per le nazionali interrompono gli allenamenti, i tifosi chiedono progressi visibili, e ogni punto perso invita a speculazioni sullo spogliatoio. I commenti dello stesso De Zerbi sulla fragilità suggeriscono che vede un problema di fiducia oltre che tattico.

La storia del calcio offre sia conforto che monito. Club si sono ripresi da cattivi inizi per chiudere tranquillamente, e club con rose talentuose sono anche scivolati in stagioni lunghe e dannose quando un allenatore perde il gruppo. Il fattore decisivo è di solito se i giocatori credono ancora nei metodi. L’affermazione di Austin che sembrano riluttanti a ‘vendere la pelle’ per l’allenatore è un’opinione, non un fatto, ma indica la questione che definirà l’autunno del Tottenham.

Ciò che accadrà dopo dipende dal calendario e dal nervosismo. Una serie di partite abbordabili potrebbe ripristinare rapidamente la fiducia; un altro periodo di sconfitte intensificherebbe le critiche tanto alla dirigenza quanto alla panchina. Le idee tattiche di De Zerbi restano ammirate in tutta Europa, e i suoi club precedenti hanno giocato alcuni dei calci più attraenti dei loro campionati. Il divario tra ammirazione e risultati è dove gli allenatori perdono il lavoro.

Per ora, la stagione del Tottenham è un caso di studio su quanto rapidamente le aspettative possano invertirsi. Un club che ha speso per competere sta invece lottando per risalire dal fondo, e il dibattito sull’allenatore è diventato forte quanto qualsiasi risultato. Le prossime settimane mostreranno se De Zerbi può stabilizzare una rosa fragile o se la storia si trasformerà in un’altra vittima tra gli allenatori di Premier League.