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Il mercato cinese degli ETF raggiunge un nuovo traguardo: i fondi obbligazionari superano i 1.000 miliardi di dollari

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L’industria cinese degli exchange-traded fund ha raggiunto un nuovo traguardo, con la scala totale degli ETF obbligazionari che ha superato per la prima volta i mille miliardi di yuan. Il dato, riportato il 25 settembre, sottolinea quanto rapidamente gli investitori cinesi stiano abbracciando prodotti passivi a basso costo come alternativa alla selezione di singoli titoli.

Gli ETF obbligazionari in Cina sono diventati popolari come modo per parcheggiare liquidità con rendimenti modesti ma relativamente stabili. Solo negli ultimi cinque giorni di negoziazione, una categoria di ETF obbligazionari creditizi focalizzati sulla tecnologia ha attirato circa 7,8 miliardi di yuan di afflussi netti, secondo i dati di mercato. Questo tipo di capitali che si spostano verso prodotti a reddito fisso suggerisce che gli investitori cercano riparo pur rimanendo investiti nel mercato.

L’espansione non si limita alle obbligazioni. La Borsa di Shanghai e la sua controllata di indici, China Securities Index Co., hanno annunciato che lanceranno due nuovi benchmark il 29 settembre. Uno segue 40 aziende farmaceutiche innovative quotate sullo STAR Market, focalizzato sulla scienza, e sul listino principale di Shanghai, dando peso aggiuntivo alle società quotate allo STAR. L’altro segue le aziende di servizi software sullo STAR Market.

Questi nuovi indici sono importanti perché creano l’impalcatura per futuri prodotti ETF. Una volta che un indice esiste, i gestori di fondi possono costruire ETF che lo replicano, offrendo agli investitori ordinari un modo semplice per scommettere su interi settori anziché su singole aziende. L’indice sui farmaci innovativi arriva mentre il settore biotech cinese ha attirato l’attenzione globale per la sua pipeline di ricerca e gli accordi di licenza con aziende farmaceutiche multinazionali.

Il mercato azionario più ampio, tuttavia, ha avuto una giornata più debole. I principali indici continentali sono scesi, con lo Shanghai Composite in calo dell’1,22% e il ChiNext, ad alta intensità tecnologica, in calo del 2,68%. Più di 4.300 singoli titoli hanno registrato perdite. Anche i volumi di scambio si sono ridotti, suggerendo cautela piuttosto che panico. I titoli immobiliari e delle costruzioni hanno arretrato dopo i recenti guadagni, mentre i metalli non ferrosi e i titoli legati al rame hanno guidato le perdite.

Anche in un mercato in calo, sono emersi spunti di forza. Gli ETF energetici e chimici sono saliti di circa il 4% nella giornata. Gli ETF immobiliari avevano guadagnato circa l’8% nelle cinque sessioni precedenti prima di ritirarsi. La rotazione tra settori mostra che gli investitori si stanno riposizionando attivamente anziché fuggire.

Nel frattempo, i capitali continentali che affluiscono alle azioni di Hong Kong attraverso il link di negoziazione sudbound sono rimasti attivi. Gli acquisti netti hanno raggiunto circa 2,9 miliardi di dollari di Hong Kong, con Tencent e un produttore di materiali elettronici quotato a Hong Kong tra gli acquisti principali. Tali flussi sono monitorati attentamente come indicatore del sentiment continentale verso gli asset cinesi offshore.

Per i lettori globali, il messaggio è che l’industria dei fondi cinese sta maturando. Gli ETF obbligazionari che superano la soglia dei mille miliardi di yuan, i nuovi indici settoriali e i flussi transfrontalieri costanti indicano tutti un mercato in cui gli strumenti diversificati stanno diventando la norma. Questo cambiamento potrebbe rendere i mercati cinesi più accessibili e meno volatili nel tempo, anche se gli alti e bassi quotidiani continuano a mettere alla prova i nervi degli investitori.