Il 'titolo miracoloso' cinese crolla del 67% pochi giorni dopo l'IPO
Sei giorni dopo aver suonato la campana alla Borsa di Shanghai, il produttore cinese di attrezzature industriali Shengu Group sta scoprendo quanto velocemente l’euforia possa trasformarsi in vertigine. Le azioni del produttore di compressori giganti con sede a Shenyang hanno toccato il limite di ribasso giornaliero giovedì, scambiando intorno ai 27 yuan. Si tratta di un calo di oltre il 67 percento rispetto al picco di 82,59 yuan raggiunto appena un giorno dopo la quotazione. In meno di una settimana di contrattazioni, circa 170 miliardi di yuan, circa 24 miliardi di dollari USA, sono stati cancellati dalla capitalizzazione di mercato della società.
I numeri raccontano la storia di un classico boom-and-bust. Shengu è diventata pubblica il 17 settembre a un prezzo di offerta di 4,39 yuan per azione, valutando la società a poco meno di 30 volte gli utili annuali. Nelle prime due sessioni, il denaro speculativo ha fatto salire alle stelle il titolo, portando brevemente la sua capitalizzazione di mercato a circa 250 miliardi di yuan. Giovedì, quella cifra si era ridotta a circa 84 miliardi di yuan, uno dei più bruschi ribaltamenti per una società cinese di nuova quotazione nella memoria recente.
C’è un’ironia nell’oggetto di tutta questa attenzione. Shengu non è una appariscente startup di intelligenza artificiale né un beniamino dei consumatori. È un nome dell’industria pesante vecchio di decenni dal nord-est della Cina, noto soprattutto per i grandi compressori centrifughi, le macchine che fungono da cuore pulsante di raffinerie, impianti chimici e gasdotti. Il suo business è stabile, ad alta intensità di capitale e profondamente poco glamour, ed è esattamente per questo che la corsa vertiginosa delle sue azioni ha lasciato molti osservatori di mercato esperti a scuotere la testa.
La meccanica del mercato cinese delle nuove quotazioni aiuta a spiegare la frenesia. Le nuove azioni sono tipicamente prezzate in modo conservativo al loro prezzo di offerta, e solo una piccola frazione del capitale è liberamente negoziabile all’inizio. Gli investitori al dettaglio, che dominano le contrattazioni quotidiane, hanno a lungo trattato le quotazioni iniziali come biglietti della lotteria, scommettendo che la scarsità farà salire i prezzi indipendentemente dai fondamentali. Al suo apice, Shengu veniva scambiata a quasi diciannove volte il suo prezzo di offerta, un livello mantenuto a malapena per un giorno prima che la gravità si riaffermasse.
Né l’appetito per le nuove quotazioni è svanito. Proprio il giorno in cui Shengu toccava il limite di ribasso, la società biotech con sede a Changzhou Bairuiji ha debuttato alla Borsa di Pechino, aprendo il 347 percento sopra il suo prezzo di offerta e arrivando a un certo punto a guadagnare il 477 percento. Il contesto più ampio è altrettanto sorprendente: l’indice di riferimento cinese di Shanghai si attesta vicino a 3.888, in rialzo di circa il 45 percento in due anni, e il valore totale delle azioni quotate è aumentato di circa 51 trilioni di yuan da settembre 2024.
Anche dopo il crollo, Shengu viene ancora scambiata a diversi multipli del suo prezzo di offerta, un indizio che un po’ di schiuma rimane nel titolo. Gli analisti sottolineano il familiare divario tra prezzo e fondamentali: un produttore di compressori con utili industriali solidi ma a crescita lenta fatica a giustificare una valutazione costruita per una storia tecnologica calda. Quando la musica si ferma, il flottante ridotto amplifica il calo in modo tanto deciso quanto ha amplificato il rialzo.
Per gli investitori globali che osservano la Cina, l’episodio è un utile caso di studio. Il rally biennale ha prodotto impressionanti guadagni da titoli, ma i benefici sono stati distribuiti in modo disomogeneo, e sacche speculative persistono chiaramente. Le azioni di nuova quotazione, con i loro flottanti sottili e i loro seguaci al dettaglio desiderosi, rimangono l’angolo più volatile del mercato, capaci di offrire sia impennate spettacolari che brutali ribaltamenti nel giro di pochi giorni.
Le montagne russe di Shengu non saranno le ultime del loro genere finché l’entusiasmo per le nuove quotazioni rimarrà così caldo. Ma offrono un vivido promemoria per chiunque sia tentato di inseguire il prossimo debutto abbagliante: nel mercato cinese in ripresa, la distanza tra il suono della campana di apertura e l’affrontare la realtà può talvolta essere misurata in giorni.