Gli hacker hanno portato oltre 100 congelatori di supermercati a 50°C, sprecando tonnellate di cibo

Un incidente di sicurezza descritto in una rassegna scientifica cinese offre uno degli esempi reali più chiari di come i normali elettrodomestici connessi possano essere trasformati in un’arma: gli hacker hanno aumentato da remoto la temperatura degli armadi refrigerati in più di cento supermercati fino a 50°C, rovinando grandi quantità di carne e altri alimenti deperibili e causando gravi sprechi.
Il caso è stato uno dei diversi articoli di ricerca ambientale e notizie raccolti nell’ultima puntata di una serie di newsletter scientifiche di lunga data. L’attacco ai congelatori si distingue perché non ha richiesto alcuna effrazione fisica. Le unità di refrigerazione erano in rete e chi ha effettuato l’intrusione è riuscito a inviare comandi che hanno sovrascritto le normali impostazioni operative in molte sedi contemporaneamente.
Per i rivenditori, il danno è duplice. C’è la perdita immediata di scorte — carne, latticini e altri prodotti refrigerati che non possono essere venduti una volta rimasti a lungo a temperature ben superiori a quelle sicure per la conservazione. C’è anche l’interruzione della catena del freddo, il percorso a temperatura controllata che il cibo segue dal fornitore allo scaffale, su cui i supermercati contano per garantire freschezza e sicurezza.
Ciò che rende l’episodio una storia scientifica anziché una cronaca nera è la tendenza di fondo. Sempre più attrezzature commerciali — frigoriferi, sistemi HVAC, sensori di magazzino, persino l’illuminazione degli edifici — vengono collegate a Internet per poter essere monitorate e regolate da remoto. Proprio questa comodità rende tali dispositivi bersagli attraenti.
La stessa rassegna ha indicato altri modi in cui le infrastrutture connesse vengono ripensate. Un articolo esaminava lo stoccaggio sotterraneo del calore di scarto dei data center per recuperarlo in inverno, quando gli edifici che ospitano i server necessitano di calore. Un altro descriveva l’imballaggio di vecchie batterie di veicoli elettrici in unità delle dimensioni di container per fungere da giganteschi accumulatori per la rete elettrica.
Un terzo articolo tornava su Chernobyl, osservando che quasi 40 anni dopo l’incidente le particelle di combustibile nucleare nel terreno circostante rimangono molto simili alla loro forma originale — un promemoria di quanto a lungo persistano alcuni contaminanti. Un contributo dedicato alla moda suggeriva che prestare attenzione a un piccolo dettaglio sull’etichetta di un capo può aiutare gli acquirenti a scegliere indumenti che durano un decennio.
L’incidente dei congelatori rientra in un quadro più ampio di preoccupazione per la sicurezza del cosiddetto Internet delle cose. I dispositivi che non sono mai stati progettati con autenticazione forte o comunicazioni crittografate possono essere dirottati in massa. Quando il dispositivo controlla qualcosa di fisico — una serratura, una valvola, un compressore — le conseguenze passano rapidamente dal digitale al mondo fisico.
Per i supermercati e i loro fornitori di tecnologia, le lezioni pratiche riguardano la segmentazione della rete, gli aggiornamenti tempestivi del firmware e gli allarmi che segnalano oscillazioni anomale di temperatura prima che le scorte vadano perse. Per tutti gli altri, l’episodio ricorda che il frigorifero nel corridoio e il server nel back office fanno ormai parte dello stesso panorama connesso, e in quel panorama ci sono gli aggressori.