Due giganti cinesi delle attrezzature solari si sfidano in una guerra di brevetti negli USA per un ordine di Tesla
Due tra i più grandi produttori cinesi di attrezzature per la produzione solare stanno portando la loro rivalità in un’aula di tribunale statunitense. Liancheng CNC, fornitore con sede a Dalian di forni per la crescita di cristalli e macchine utensili di precisione, ha accusato il rivale Jingsheng Mechanical & Electrical di violazione di brevetto, secondo quanto riportato dal media tecnologico cinese TMTPost. La disputa è insolita perché entrambe le aziende sono cinesi, eppure la battaglia si sta svolgendo su suolo americano.
Al centro del caso c’è un grande ordine che gli osservatori del settore collegano a Tesla. I resoconti cinesi indicano un valore di circa 3 miliardi di yuan, ovvero circa 420 milioni di dollari USA, sebbene l’esatta portata e l’acquirente non siano stati confermati pubblicamente. Tale cifra è abbastanza grande da avere un peso per entrambe le aziende, il cui core business è rappresentato dalle attrezzature che trasformano il polisilicio grezzo nei wafer di silicio e nelle celle che compongono i pannelli solari.
Liancheng CNC e Jingsheng, con sede a Shangyu, nella provincia dello Zhejiang, sono da tempo concorrenti in questa nicchia. Entrambe vendono trafile per cristalli, rettificatrici e altri strumenti utilizzati nelle prime fasi della produzione di celle solari. Man mano che l’industria solare cinese è cresciuta fino a diventare il fornitore dominante mondiale di pannelli, anche i suoi produttori di attrezzature sono cresciuti, e la concorrenza per i grandi ordini delle fabbriche è diventata feroce.
Una causa per brevetti negli Stati Uniti cambia le regole del gioco. Invece di competere puramente sul prezzo e sulla velocità di consegna in Cina, le aziende ora si contendono la proprietà intellettuale in una giurisdizione nota per il contenzioso costoso e i potenziali danni elevati. Il deposito negli Stati Uniti potrebbe anche riflettere dove si trovano le fabbriche o i contratti del cliente, poiché i tribunali americani possono bloccare le importazioni o le vendite di prodotti ritenuti contraffatti.
Il caso arriva mentre le aziende cinesi di attrezzature solari cercano crescita oltre un mercato interno affollato. La produzione nazionale di pannelli è stata colpita da sovracapacità e calo dei prezzi, spingendo i fornitori a cercare clienti all’estero negli Stati Uniti, in Europa, in Medio Oriente e nel Sud-est asiatico. Un ordine importante da un acquirente americano come Tesla, che si è espansa nel settore dello stoccaggio di energia e dei prodotti legati al solare, sarebbe un contratto ambito.
Per Tesla, l’interesse è chiaro. L’azienda ha costruito un grande business energetico attorno a batterie e solare, e controllare il costo e la qualità delle attrezzature a monte è importante. Se Tesla è effettivamente l’acquirente dietro l’ordine contestato, la causa potrebbe complicare la pianificazione della sua catena di fornitura, costringendola a soppesare il rischio legale rispetto a prezzo e prestazioni.
Le battaglie sui brevetti tra i produttori cinesi stanno diventando più comuni man mano che le aziende tecnologiche del paese maturano. Aziende che un tempo copiavano e recuperavano il ritardo ora possiedono i propri portafogli di brevetti e sono disposte a farli valere, talvolta contro ex colleghi nazionali. Portare una simile battaglia negli Stati Uniti segnala sia la fiducia nei propri brevetti sia la volontà di usare i tribunali stranieri come arma competitiva.
Come si evolverà il caso sarà seguito con attenzione dall’intera catena di fornitura solare. Una sentenza potrebbe determinare chi fornisce attrezzature per alcune delle fabbriche solari e di stoccaggio di energia più avanzate, e potrebbe incoraggiare altri produttori cinesi di attrezzature a risolvere le loro divergenze in tribunale piuttosto che in battaglie sui prezzi. Per ora, entrambe le aziende si preparano a una contesa legale che potrebbe durare anni e costare molti milioni, con un singolo ordine legato a Tesla in bilico.