Il CEO di Shift Up rivela che lo studio di Stellar Blade ha quasi esaurito i fondi
La strada verso un videogioco di successo è raramente agevole, e poche storie lo illustrano meglio di quella dietro Stellar Blade. In un’intervista con il media coreano Inven, il CEO di Shift Up Kim Hyung-tae ha ricordato le dure difficoltà finanziarie affrontate dallo studio durante lo sviluppo, rivelando che a un certo punto l’azienda aveva denaro sufficiente a coprire solo circa tre mesi di stipendi dei dipendenti.
Stellar Blade, pubblicato nel 2024 come esclusiva PlayStation 5, è diventato un successo dirompente per lo studio con sede a Seul. Il gioco d’azione, che combina combattimenti raffinati con una sorprendente estetica post-apocalittica, ha ricevuto elogi per il design visivo e il gameplay serrato, e da allora è arrivato su PC, raggiungendo un pubblico globale più ampio. Ma secondo Kim, nulla di tutto ciò era garantito durante gli anni di sviluppo del progetto.
Kim ha detto che lo studio ha contattato diversi investitori per finanziare il gioco, ma si è sentito ripetere che il progetto era troppo rischioso. Gli scettici si chiedevano se uno sviluppatore coreano relativamente piccolo potesse recuperare l’investimento in un mercato console affollato e dominato da giganti editoriali. I dubbi non erano irragionevoli: i giochi console sono costosi da produrre, richiedono anni per essere completati e possono fallire senza preavviso, lasciando gli studi con poco da mostrare per i loro sforzi.
Mentre la ricerca di finanziamenti si protraeva, le riserve di liquidità dell’azienda si assottigliavano. L’ammissione di Kim che gli stipendi erano ridotti a tre mesi di autonomia dipinge l’immagine di un team che lavorava sotto pressione intensa, sapendo che il fallimento non avrebbe significato solo un punteggio di recensione negativo ma la perdita dei mezzi di sostentamento. È un promemoria che dietro ogni uscita rifinita c’è una scommessa imprenditoriale che può dipendere da un singolo titolo.
Shift Up è stata fondata nel 2013 e inizialmente si è fatta un nome nel gaming mobile, dove ha trovato successo con titoli come Destiny Child e Goddess of Victory: Nikke. Quel reddito mobile ha aiutato a tenere le luci accese mentre lo studio inseguiva le sue ambizioni console, una strategia sempre più comune tra gli sviluppatori asiatici che cercano di salire di gamma. Nikke in particolare è diventato un guadagno significativo, dando a Shift Up lo spazio per assumersi rischi creativi.
La scommessa alla fine ha ripagato. Stellar Blade ha venduto bene e ha notevolmente aumentato il profilo internazionale dello studio, trasformando Shift Up in uno degli sviluppatori più osservati in Asia. L’azienda è poi diventata pubblica in Corea del Sud, e Kim ha parlato di piani per espandere il suo portafoglio oltre un singolo franchise di punta.
Per i giocatori globali, l’aneddoto offre un raro scorcio nell’economia dello sviluppo di giochi al di fuori dei principali powerhouse editoriali occidentali e giapponesi. Gli studi coreani stanno guadagnando terreno nello spazio console, e storie come questa sottolineano sia la fragilità che il potenziale vantaggio di questa spinta. Un titolo che quasi non è stato completato è diventato un biglietto da visita per un’intera industria nazionale.
La franchezza di Kim sul quasi fallimento è anche un promemoria di quanto possano essere sottili i margini nelle industrie creative. Per ogni lancio celebrato, ci sono team che valutano se possono permettersi il prossimo stipendio. Shift Up è sopravvissuta a quel momento, ma il racconto del CEO suggerisce che l’esito era tutt’altro che certo.