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Zhang Yimou a 76 anni: due registi veterani e il prezzo di non fermarsi mai

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Zhang Yimou a 76 anni: due registi veterani e il prezzo di non fermarsi mai

Un saggio cinese sull’intrattenimento diventato virale questa settimana ha messo a confronto due registi i cui nomi raramente compaiono nella stessa frase: Zhang Yimou, 76 anni, e Zhang Jizhong, 75. Il pezzo, ampiamente diffuso sulle piattaforme social, poneva una domanda semplice e scomoda: dopo decenni di denaro e consensi, perché entrambi gli uomini continuano a lavorare, e quanto è costato loro quel lavoro?

L’articolo si apre il 6 ottobre al Busan International Film Festival, dove Zhang Yimou è stato visto scendere lentamente una rampa di scale, con le mani tremanti, sorreggendosi con l’aiuto di un membro dello staff. Nello stesso periodo, in uno studio di livestreaming, Zhang Jizhong sedeva curvo su una sedia mentre sua moglie, 44 anni, accennava ai preparativi per un quinto figlio. Non disse nulla per il resto del segmento. Il saggio ha usato queste due immagini per sostenere che i registi più decorati della Cina continuano a faticare ben oltre l’età pensionabile.

Zhang Yimou è il più noto dei due al pubblico globale. Ha diretto la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino 2008 e film che spaziano dal dramma del 1987 Sorgo rosso al blockbuster di arti marziali del 2002 Hero. Il suo ultimo film, un thriller di spionaggio intitolato Silent Awakening, è uscito durante il Capodanno cinese 2026 e ha incassato oltre 1,3 miliardi di yuan al botteghino, piazzandosi secondo nel periodo festivo. Le recensioni sono state contrastanti: su Douban, il più grande sito cinese di valutazione cinematografica, si è attestato su 6,2 su 10. Per un regista con il suo curriculum, è un punteggio mediocre, e il saggio lo considera una prova che anche i giganti sono intrappolati in un ciclo di produzione costante.

Zhang Jizhong ha costruito la sua reputazione in televisione. Ha prodotto e diretto sontuosi adattamenti di romanzi classici cinesi, tra cui Il viaggio in Occidente e Il ritorno dell’eroe condor, e per anni è stato uno dei produttori di maggior successo commerciale del paese. Negli ultimi anni si è spostato verso il livestreaming e i social media, dove la sua vita personale — incluso il matrimonio con una moglie molto più giovane — ha attirato molta più attenzione del suo lavoro.

L’affermazione centrale dell’articolo non è che nessuno dei due uomini sia in difficoltà finanziarie. Entrambi sono ricchi. Piuttosto, suggerisce che l’industria dell’intrattenimento cinese non offre un’uscita dignitosa. I registi che smettono di lavorare perdono rilevanza, e la rilevanza è la valuta che tiene a portata di mano finanziamenti, sponsorizzazioni e pubblico. Per i creatori più anziani, rallentare può sembrare sparire.

Quell’idea ha risuonato con i lettori. Il saggio è stato condiviso su Toutiao e altre piattaforme, dove i commentatori hanno dibattuto se i due uomini siano vittime di un’industria implacabile o semplicemente riluttanti a lasciare. Alcuni hanno sottolineato che Zhang Yimou non ha mai nascosto il suo appetito per nuovi generi — il suo passaggio ai thriller di spionaggio a 76 anni è insolito per qualsiasi standard. Altri si sono concentrati su Zhang Jizhong, sostenendo che il circuito del livestreaming scambia la dignità con l’attenzione.

Ciò che il pezzo evita è qualsiasi conclusione ordinata. Osserva che uno ha record al botteghino e l’altro ha una famiglia ancora in crescita, e che nessuno dei due esiti assomiglia al tranquillo pensionamento che il pubblico cinese immagina tradizionalmente per i suoi anziani. I due registi continuano a lavorare perché possono, perché viene chiesto loro, e forse perché fermarsi è più difficile che continuare.

Il saggio si chiude con una nota aperta, chiedendo ai lettori a cosa servano davvero il denaro e la fama una volta che gli applausi svaniscono. È una domanda che si applica ben oltre il cinema, ed è per questo che una storia su due registi che invecchiano ha viaggiato così lontano dalle pagine di intrattenimento.