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La truffa delle auto usate 'a zero chilometri' in Cina lascia a piedi mille acquirenti

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La truffa delle auto usate 'a zero chilometri' in Cina lascia a piedi mille acquirenti

Un’auto che sembra nuova, ha percorso pochissimi chilometri e costa molto meno di un modello in salone sembra un affare. Per più di mille acquirenti cinesi questo autunno si è trasformata in una trappola finanziaria che potrebbe lasciarli senza soldi e senza un’auto di loro legittima proprietà.

Il raggiro ruotava attorno a due concessionarie collegate nella città costiera di Qinhuangdao, nella provincia di Hebei: la Qinhuangdao Zhongdian Automobile Trade Co. e la Qinhuangdao Mingtian Automobile Sales Co. Secondo un’inchiesta del team investigativo di Phoenix Finance, le aziende attiravano clienti attraverso piattaforme di video brevi, pubblicizzando quelle che nel settore vengono chiamate “auto usate a zero chilometri” — veicoli registrati sulla carta ma di fatto nuovi, offerti a forti sconti. Alla fine di settembre, le concessionarie erano diventate irreperibili, con il personale introvabile e i telefoni disconnessi.

Il meccanismo della presunta frode, come descritto dagli acquirenti, era elaborato. Lo stesso veicolo sarebbe stato venduto due volte: una a un mutuatario convinto a stipulare un prestito bancario su di esso, e un’altra a un normale cliente che pagava l’intero prezzo in contanti. Poiché l’auto era ancora legata a un prestito in essere, l’acquirente non poteva ottenere documenti di proprietà liberi da vincoli. Quando sorgevano reclami, il personale attribuiva i ritardi al programma governativo di incentivi per la permuta, che richiede documentazione e può rallentare i passaggi di proprietà. Gli acquirenti sostengono che queste scuse hanno tenuto in piedi lo schema per mesi.

Un caso illustra le distanze coinvolte. Un acquirente di 26 anni di nome Wang Haoxin ha guidato per oltre 550 chilometri da Anyang, nella provincia di Henan, fino a Qinhuangdao dopo aver visto un annuncio online. Ha pagato l’intero prezzo per un’auto descritta come praticamente nuova, per poi scoprire che gravava di un mutuo bancario di cui non sapeva nulla. La sua storia, riportata da Phoenix Finance, è stata ripresa da altri acquirenti in tutto il paese.

Il caso non è isolato. Il mercato cinese delle auto usate si è espanso rapidamente, alimentato dal marketing online in stile video brevi e da un’agguerrita concorrenza sui prezzi. Questa crescita ha anche creato aperture per malintenzionati, in particolare attorno agli annunci “zero chilometri” — una zona grigia in cui le auto vengono registrate per ottenere incentivi o raggiungere obiettivi di vendita, per poi essere rivendute come usate. Quando un veicolo è dato in pegno come garanzia di un prestito, gli acquirenti che pagano in contanti possono ritrovarsi in fondo alla fila dei creditori.

Per i proprietari coinvolti, le conseguenze pratiche sono gravi. Senza un titolo di proprietà pulito, un’auto non può essere legalmente trasferita, assicurata normalmente o rivenduta. Alcuni acquirenti avrebbero continuato a pagare rate di prestiti che non avevano consapevolmente contratto, mentre altri hanno visto i loro veicoli a rischio di pignoramento. Esperti legali citati dai media cinesi affermano che il recupero è difficile quando le concessionarie spariscono, perché gli acquirenti devono dimostrare la frode e non una semplice controversia contrattuale.

Il momento è delicato per il settore. Il mercato automobilistico cinese è bloccato in una guerra dei prezzi, con produttori e concessionari che offrono sconti sempre più profondi e promozioni legate agli incentivi. Le autorità di regolamentazione hanno ripetutamente messo in guardia contro pubblicità ingannevole e finanziamenti irregolari nella vendita di auto usate. Le associazioni dei consumatori consigliano agli acquirenti di verificare i documenti di proprietà, controllare l’esistenza di prestiti in essere ed evitare di pagare somme ingenti prima che il passaggio di proprietà sia completato.

Per ora, gli acquirenti di Qinhuangdao sono in attesa che le autorità rintraccino i beni delle aziende e districhino i prestiti. La loro esperienza è un monito su un mercato in cui un affare può nascondere debiti — e in cui la linea tra un’auto quasi nuova e una passività finanziaria può essere molto sottile.