Cinque progetti di laboratorio AI emergono alla ribalta al roadshow di Pechino

Cinque progetti hardware AI hanno presentato la loro proposta a investitori a Pechino il 26 ottobre, in occasione del primo roadshow pubblico del programma Yuanchuang, un’iniziativa gestita dalla Beijing Academy of Artificial Intelligence, un istituto di ricerca sostenuto dallo Stato noto come Zhiyuan. Le imprese — Linjiekai Technology, Lingshu Qizhi, Zhangliangchang Technology, Cangqiong Jizhi e Qianxiangliang Technology — lavorano su chip fondamentali, calcolo neuromorfico, implementazione di robot autonomi, intelligenza fisica per ambienti estremi e modellazione del terreno superficiale.
La presentazione riguardava meno le scoperte e più la scomoda fase intermedia: il tratto tra un prototipo funzionante e un prodotto per cui qualcuno paga. La validazione ingegneristica, le catene di fornitura e i primi clienti sono i punti in cui le idee nate in laboratorio di solito si bloccano, e il roadshow è stato concepito per mettere i fondatori nella stessa stanza con partner industriali e capitali iniziali.
Negli ultimi anni Zhiyuan ha costruito una coorte di ricercatori affiliati e ha dato vita a iniziative imprenditoriali attraverso programmi che affiancano team accademici a mentori commerciali. I chip neuromorfici, che imitano la segnalazione del cervello per ridurre i consumi energetici, e la modellazione del mondo fisico, che fornisce ai robot un’immagine utilizzabile dell’ambiente circostante, sono entrambi campi in cui i laboratori cinesi hanno pubblicato molto ma realizzato poco.
Se queste cinque realtà diventeranno aziende o moniti dipenderà dagli ordini più che dagli articoli scientifici. La misura da osservare è quante annunceranno un primo cliente pagante, e in quale settore, nel corso del prossimo anno.