La nuova piattaforma di iFlytek punta a far pagare i token

iFlytek ha sfruttato il suo annuale 1024 Developer Festival, aperto il 22 ottobre al National Convention Center di Pechino, per lanciare una serie di prodotti volti a trasformare l’uso dell’AI in lavoro fatturabile e misurabile. Il presidente Liu Qingfeng ha presentato il modello Spark X2.6, che funziona su dispositivi e cloud, insieme alla prima piattaforma Star TaaS dell’azienda, a un modello vocale di base chiamato SparkAudio 1.0 e a un modello multimodale per macchine incarnate.
Il fulcro è l’idea Token-as-a-Service. Invece di vendere licenze software, iFlytek vuole misurare l’output AI in token e vendere quella capacità a settori come istruzione, sanità, servizio clienti e manifattura, dove le aziende cinesi sono sotto pressione per dimostrare un ritorno sulla spesa in AI. L’azienda si è da tempo posizionata come alternativa domestica nella tecnologia vocale e linguistica, e l’abbinamento di un modello device-cloud con una base vocale riflette dove vede la domanda commerciale più immediata.
Il lancio arriva in un campo affollato. Gli sviluppatori cinesi possono già scegliere tra un’ampia gamma di offerte di modelli linguistici di grandi dimensioni, molte con prezzi aggressivi, e le imprese sono diventate scettiche verso i progetti pilota che non arrivano mai in produzione. La risposta di iFlytek è inquadrare i token come una utility che si integra nei flussi di lavoro esistenti, con il festival degli sviluppatori che funge da vetrina sia per i programmatori indipendenti sia per gli acquirenti aziendali.
Il successo della piattaforma dipenderà meno dai punteggi dei benchmark che dal fatto che i clienti continuino ad acquistare token mese dopo mese.