Autisti di taxi Didi sorpresi ad aggiungere tariffe mai dovute dai passeggeri

Una voce silenziosa su una ricevuta del taxi sta diventando una delle storie di consumo più imbarazzanti nel mercato cinese del ride-hailing. Diversi passeggeri si sono lamentati del fatto che, quando prenotano un taxi tramite Didi, l’app dominante del ride-hailing nel paese, il conto finale include un supplemento carburante — anche quando l’auto è un veicolo completamente elettrico che non brucia alcun carburante. Altri affermano di essere stati addebitati pedaggi autostradali e di ponte per tragitti che non si sono mai avvicinati a un casello.
Secondo rapporti di testate tra cui China Blue News, il lato autista dell’app Didi consente agli autisti di digitare manualmente supplementi carburante e pedaggi stradali. Se il supplemento carburante appaia, e quanto sia grande, è lasciato all’autista. Gli addebiti confluiscono direttamente nel conto finale del passeggero e, a meno che il passeggero non apra il dettaglio, il denaro extra è facile da non notare.
Questo design è il cuore del problema. Un supplemento digitato da una persona, senza alcun collegamento con il tassametro, il percorso o la fonte di alimentazione del veicolo, non è davvero un calcolo — è una richiesta. In un taxi tradizionale, i supplementi carburante esistono per una ragione: aiutano gli autisti ad assorbire le oscillazioni dei prezzi della benzina. La logica crolla quando il taxi è elettrico, il che descrive una quota in rapida crescita delle flotte di taxi urbani cinesi.
Il mercato dei taxi cinese è un mosaico. Le città stabiliscono le proprie regole tariffarie e molte consentono piccoli supplementi come supplementi carburante, tariffe aeroportuali o pedaggi di ponte in condizioni specifiche. Le piattaforme di ride-hailing, nel frattempo, hanno passato anni a promettere prezzi trasparenti: una stima della tariffa prima della corsa, un conto dettagliato dopo. L’inserimento manuale si colloca a disagio tra i due mondi, perché affida una voce che sembra regolamentata alla discrezionalità individuale.
Per i passeggeri, le somme sono di solito piccole — qualche yuan qua, un pedaggio là — ed è esattamente per questo che la pratica può diffondersi inosservata. È anche il motivo per cui le lamentele tendono ad arrivare a ondate sui social media piuttosto che in tribunale. Il passeggero che controlla il dettaglio si trova di fronte a una scelta familiare: spendere tempo a contestare una manciata di yuan, o lasciar perdere.
Didi ha dichiarato che le funzioni di supplemento carburante e pedaggio sono opzioni che seguono le regole tariffarie locali dei taxi, e che ci si aspetta che gli autisti le usino onestamente. L’azienda ha precedentemente invitato i passeggeri a segnalare addebiti sospetti tramite l’app in modo da poterli esaminare. Se tali esami portino a rimborsi, avvertimenti o sospensioni è meno chiaro al pubblico.
Il tempismo conta. Il mercato cinese del ride-hailing è maturo e ferocemente competitivo, con gli autisti stretti da guadagni per corsa in calo e piattaforme che competono sul prezzo. Quando il salario netto si assottiglia, i supplementi informali diventano tentanti, e la fiducia — l’unica vera valuta che una piattaforma possiede — viene spesa invece. Ogni addebito inspiegabile su una ricevuta è un piccolo prelievo.
Esiste una soluzione semplice: collegare gli addebiti dei pedaggi ai registri effettivi dei caselli, disabilitare i supplementi carburante per i veicoli registrati come elettrici e mettere in evidenza qualsiasi aggiunta manuale in grassetto prima del pagamento. Finché non accadrà qualcosa del genere, la protezione più affidabile è la più economica — aprire il conto, leggere le voci e contestare tutto ciò che non corrisponde alla corsa effettuata.