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L'utile di Samsung balza di otto volte mentre la domanda di chip AI riscrive il mercato

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L'utile di Samsung balza di otto volte mentre la domanda di chip AI riscrive il mercato

Samsung Electronics ha riportato i risultati preliminari del terzo trimestre l’8 ottobre, che delineano la portata dell’attuale boom delle memorie in termini insolitamente netti. L’utile operativo per il periodo luglio-settembre è stato di 107,4 trilioni di won sudcoreani, circa 5.325 miliardi di yuan o circa 75 miliardi di dollari ai recenti tassi di cambio, un aumento del 783% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. I ricavi hanno raggiunto i 195 trilioni di won, in crescita di circa il 127% su base annua e del 13,7% rispetto al trimestre precedente.

Entrambe le cifre sono risultate leggermente inferiori alle attese degli analisti. I ricavi sono stati al di sotto di una stima di consenso di circa 201,9 trilioni di won, e l’utile operativo è risultato appena sotto i 108,67 trilioni di won previsti. La mancanza è piccola in termini percentuali, ma conta perché i risultati di Samsung sono considerati un indicatore per l’intera catena di fornitura dei semiconduttori, dai produttori di attrezzature agli operatori cloud che acquistano l’hardware.

Il motore è la memoria. I chip di memoria ad alta larghezza di banda, che si trovano accanto agli acceleratori AI e li alimentano con dati a velocità estrema, sono passati da componente di nicchia a prodotto più conteso del settore. Gli operatori dei data center che costruiscono grandi cluster hanno firmato accordi di fornitura pluriennali, e i prezzi per le memorie avanzate sono saliti bruscamente mentre la capacità fatica a tenere il passo. Samsung compete direttamente con SK Hynix e Micron per questo business, e i numeri trimestrali suggeriscono che l’azienda stia catturando una quota sostanziale della spesa.

Il risultato riflette anche quanto sia diventato concentrato il boom. Una manciata di aziende cloud e AI rappresenta ora una larga fetta della domanda globale per i chip più avanzati, il che significa che gli utili di Samsung sono legati meno all’elettronica di consumo di quanto lo fossero una volta. Le sue attività di smartphone e display generano ancora ricavi costanti, ma la variazione degli utili di questo trimestre è arrivata in modo schiacciante dai componenti.

Gli investitori hanno osservato Samsung per segnali che l’offerta alla fine raggiungerà la domanda. La memoria è storicamente ciclica, e ogni precedente rialzo si è concluso con sovrapproduzione e crollo dei prezzi. Per ora, i piani di spesa in conto capitale dell’azienda e il ritmo con cui entrano in funzione nuove linee di fabbricazione sono le variabili chiave. Gli analisti notano che il divario tra crescita dei ricavi e crescita degli utili è insolitamente ampio, il che indica potere di determinazione dei prezzi piuttosto che semplicemente volumi spediti più elevati.

Il mercato più ampio ha letto i numeri come conferma che la spesa per l’infrastruttura AI rimane intatta. Le azioni dei semiconduttori in tutta l’Asia sono state volatili negli ultimi mesi per timori che l’espansione possa rallentare, ma la linea degli utili di Samsung suggerisce che gli ordini vengono ancora evasi a prezzi interessanti. L’azienda dovrebbe pubblicare una ripartizione completa dei risultati divisionali più avanti nel mese, che mostrerà esattamente quanto del guadagno sia derivato dalla memoria rispetto ai chip foundry e logici.

Per i lettori globali, il messaggio è chiaro. I componenti all’interno dei data center AI sono diventati uno dei business più redditizi al mondo, e le aziende che li producono sono ora tra i maggiori generatori di profitti nel settore tecnologico. Il trimestre di Samsung è un ulteriore dato in un boom che ha già rimodellato gli utili in Corea del Sud, Giappone, Taiwan e Stati Uniti. Se durerà dipende da quanto rapidamente arriverà nuova capacità e se l’appetito per il calcolo AI continuerà a crescere al ritmo attuale.

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