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Apple e Qualcomm rinnovano l'accordo sui brevetti, +75 miliardi di dollari in un giorno

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Apple e Qualcomm rinnovano l'accordo sui brevetti, +75 miliardi di dollari in un giorno

Apple e Qualcomm hanno concordato di rinnovare il loro accordo globale di licenza brevettuale, ponendo fine a un lungo periodo di incertezza su quanto Apple paghi per utilizzare la tecnologia wireless di Qualcomm. Il nuovo accordo entra in vigore il 1° aprile 2027, secondo Qualcomm, e copre i brevetti utilizzati negli smartphone e in altri dispositivi connessi.

La reazione del mercato è stata immediata. Le azioni Apple sono salite dell’1,53% chiudendo a 341,07 dollari, toccando un massimo intraday di 345,34 dollari e portando la capitalizzazione totale della società a quasi 4,98 trilioni di dollari. Il guadagno in una sola giornata è stato di circa 75,1 miliardi di dollari, ovvero più di 500 miliardi di yuan cinesi. Qualcomm è salita di quasi il 4% poiché gli investitori hanno accolto con favore la rimozione di una disputa persistente che aveva pesato su entrambe le società.

Per i lettori che si avvicinano per la prima volta a questa storia, le due aziende hanno un passato complicato. Qualcomm progetta chip e possiede anche un ampio portafoglio di brevetti che coprono i modi fondamentali in cui i telefoni si connettono alle reti cellulari. Anche le aziende che costruiscono i propri chip, come fa Apple, hanno tipicamente bisogno di una licenza per quei brevetti. Apple e Qualcomm hanno trascorso anni nelle aule di tribunale di tutto il mondo a discutere sui termini di licenza e sulle aliquote delle royalty prima di raggiungere un accordo nel 2019. Quella tregua includeva un accordo pluriennale di fornitura e licenza, che ora viene esteso.

Il rinnovo è importante perché le royalty sui brevetti sono puro profitto per Qualcomm. L’azienda non deve costruire o spedire nulla in più per incassarle, quindi il reddito da licenze fluisce quasi direttamente all’utile netto. Gli analisti spesso descrivono questo ricavo come la parte più stabile del business di Qualcomm, quella che contribuisce a finanziare la ricerca sui standard wireless di prossima generazione. Per Apple, l’accordo blocca costi prevedibili per una componente dei suoi prodotti che è facile trascurare ma impossibile evitare.

C’è anche una dimensione strategica. Apple ha sviluppato i propri chip modem per ridurre la dipendenza da fornitori esterni, un progetto che ha richiesto più tempo di quanto molti osservatori si aspettassero. Rinnovare la licenza non ferma questo sforzo, ma dà ad Apple flessibilità sui tempi. L’azienda può continuare a spedire iPhone con modem Qualcomm mentre continua a perfezionare la sua alternativa interna, senza la minaccia di contenziosi che incombe sul suo calendario di lancio.

Per gli investitori, l’annuncio è stato un promemoria di quanto del valore del settore tecnologico si basi sulla proprietà intellettuale piuttosto che sulle fabbriche. Gli accordi di licenza raramente fanno notizia, eppure possono muovere centinaia di miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato quando risolvono un rischio reale. In questo caso, il rischio non era che Apple smettesse di vendere iPhone, ma che una rinegoziazione potesse diventare complicata, costosa o entrambe le cose.

Il contesto di mercato più ampio ha aggiunto drammaticità. La chiusura record di Apple è arrivata mentre i rendimenti dei titoli del Tesoro USA a lungo termine oscillavano vicino ai massimi pluriennali, uno scenario che tradizionalmente mette sotto pressione i titoli tecnologici ad alta valutazione. Il fatto che Apple e Qualcomm siano comunque salite suggerisce che gli investitori si stiano concentrando su catalizzatori specifici delle aziende piuttosto che su preoccupazioni macroeconomiche, almeno per ora.

Guardando al futuro, la domanda chiave è cosa dicano effettivamente i nuovi termini. Nessuna delle due aziende ha divulgato i dettagli finanziari, quindi il mercato è lasciato a dedurre che entrambe le parti abbiano trovato l’esito accettabile. Ciò che è chiaro è che i due giganti hanno scelto la cooperazione piuttosto che il conflitto per un altro ciclo, dando ad Apple certezza su una componente critica e a Qualcomm un flusso durevole di reddito da licenze. Per un’industria costruita su standard che nessuna singola azienda controlla, questo accordo rimane la via pratica da seguire.