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Le cause per copyright di iQIYI colpiscono autonoleggi e persone comuni

Per la redazione di HotNews3 min di lettura
Le cause per copyright di iQIYI colpiscono autonoleggi e persone comuni

Una società di autonoleggio in Cina ha recentemente ricevuto una citazione in giudizio che non aveva nulla a che fare con le auto. Secondo quanto riportato da New Yellow River e altri media cinesi, un assistente di un avvocato che rappresenta la piattaforma di streaming iQIYI ha noleggiato un veicolo, poi ha usato il browser dell’auto per cercare e riprodurre un film. Le prove sono state raccolte e l’azienda di autonoleggio è stata citata per violazione del copyright. La pratica ha un nome nei media cinesi: ‘pesca di prove’.

iQIYI è una delle più grandi piattaforme video cinesi, casa di drammi in costume di successo come The Journey of Flower e Love Between Fairy and Devil. Negli ultimi anni ha intentato un numero crescente di cause per copyright, non solo contro grandi aziende internet come Bilibili, Kuaishou, Migu e Xunlei, ma anche contro piccole imprese che vendono computer, noleggiano auto o addirittura forniscono soccorso stradale. Gli imputati spesso hanno poco a che fare con l’industria cinematografica; hanno semplicemente fornito un dispositivo o un luogo dove poter guardare un film.

La teoria legale è che un’azienda che offre dispositivi connessi a internet ai clienti è responsabile di ciò che questi clienti guardano. I critici sostengono che ciò estenda la legge sul copyright oltre il suo scopo. In un saggio ampiamente condiviso, un commentatore ha notato l’ironia che i drammi fantasy di iQIYI siano basati su storie di eroi che si sacrificano per proteggere la gente comune. Nel mondo reale, la stessa azienda è accusata di perseguire piccole imprese e individui per recuperare danni, una pratica che il saggio ha descritto come ‘gente comune sacrificata per la tutela dei diritti aziendali’.

Le somme coinvolte sono solitamente modeste, ma l’onere per le piccole imprese può essere pesante. Un autonoleggio o un negozio di computer può non avere un team legale, e combattere una causa in tribunale può costare più che patteggiare. I resoconti dei media suggeriscono che alcuni tribunali hanno messo in dubbio i metodi di raccolta delle prove, mentre altri hanno deciso a favore di iQIYI. Il risultato è un mosaico di esiti che lascia gli imputati incerti e le piattaforme incoraggiate.

La disputa riflette una tensione più ampia nel mercato dello streaming cinese. Le piattaforme spendono molto per contenuti originali e possiedono librerie preziose, ma la pirateria e la visione non autorizzata rimangono diffuse. L’applicazione è necessaria, ma quando prende di mira aziende lontane dalla pirateria effettiva, la simpatia del pubblico cambia. L’espressione ‘tutela dei diritti a pesca’ è diventata una scorciatoia per il senso che il sistema venga aggirato.

Per i lettori globali, il caso è un promemoria che l’applicazione del copyright è raramente solo una questione legale. Modella il modo in cui la gente comune vede le aziende mediali e come operano le piccole imprese. In Cina, dove i video brevi e lo streaming sono intrecciati nella vita quotidiana, il confine tra spettatore e trasgressore è sfumato. Un’auto a noleggio con un browser, il portatile dimostrativo di un negozio, il telefono di un soccorritore: tutto può diventare prova.

iQIYI non ha reso pubblici i dettagli della sua strategia legale, e l’azienda sostiene di proteggere la propria proprietà intellettuale. Ma è improbabile che il dibattito si affievolisca. Man mano che più piccole imprese si trovano in tribunale, la questione di chi debba sopportare il costo della protezione del copyright, e se le tattiche di ‘pesca’ siano eque, continuerà ad attirare attenzione. Per ora, la storia serve come monito sul prezzo da pagare per guardare un film nel posto sbagliato.

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