Un kolossal Tarantino di 276 minuti sta ridisegnando gli schermi cinesi
Quest’autunno gli spettatori cinesi si trovano davanti a qualcosa di insolito: un singolo film che dura 276 minuti. Kill Bill: The Whole Bloody Affair, la versione riassemblata da Quentin Tarantino della sua saga vendicativa in due parti, è ora nelle sale della Cina continentale, e unisce la storia di un’assassina tradita in un’unica esperienza continua. Per un mercato dove la maggior parte delle uscite mainstream si aggira tra i 90 e i 140 minuti, una visione di quasi quattro ore e mezza è un vero evento.
Il film ha un solido 8.7 su Douban, la piattaforma di recensioni che funge da arbitro del gusto più influente in Cina. Quel punteggio lo colloca tra i titoli meglio recensiti attualmente in sala, davanti all’ultimo capitolo degli Avengers a 8.5 e ben al di sopra di un gruppo di uscite di fascia media. La passione di Tarantino per il cinema di arti marziali cinese, e la presenza di Lucy Liu in un ruolo che ne ha definito la carriera, conferiscono al film un naturale ponte culturale con il pubblico locale.
Intorno a esso, il calendario autunnale è insolitamente affollato. Una proiezione restaurata di Le ali della libertà, ancora a 9.7 su Douban dopo decenni, continua ad attirare spettatori che la considerano un rito di passaggio. Avengers: Endgame torna a 181 minuti, e un nuovo film d’azione con Jason Statham, A Working Man, offre un contrasto snello di 95 minuti alla maratona di Tarantino.
Le produzioni nazionali tengono il campo. Air Gun, diretto da Han Yan e con Zhu Yilong, Tan Jianci e Tony Leung Ka-fai, abbina una durata di 160 minuti a un solido 7.2, suggerendo che il pubblico è disposto a impegnarsi in narrazioni lunghe e guidate dalle star quando il materiale lo merita. Il fantasy animato Eight Immortals! è silenziosamente diventato uno dei titoli cinesi meglio recensiti in uscita con 8.2, mentre la commedia sul mondo del lavoro Johnny Keep Walking! 2 torna con un nuovo cast guidato da Zhang Ruoyun.
Non tutto però convince. Fall 2: Free Fall si ferma a 5.5, e diversi titoli appena usciti non hanno ancora accumulato abbastanza valutazioni per essere registrati. Quel divario tra successi e comprimari conta in un mercato dove il passaparola su Douban può decidere il destino di un film nel suo primo fine settimana.
L’ampiezza del calendario è essa stessa la notizia. I distributori cinesi hanno passato gran parte dell’ultimo anno a destreggiarsi tra calendari di uscita mutevoli e un pubblico prudente, e il mix attuale, epopee hollywoodiane, classici restaurati, film di genere nazionali e animazione, si legge come un tentativo deliberato di ricostruire l’abitudine di andare al cinema con regolarità, non solo nei grandi weekend festivi.
Per i lettori internazionali, il messaggio è che il box office cinese non è più una storia di un blockbuster alla volta. È una storia di volume, varietà e disponibilità del pubblico a restare seduto per 276 minuti in una sera infrasettimanale. Tarantino, il cui lavoro ha da tempo attinto alle tradizioni d’azione cinesi e di Hong Kong, sta ora mettendo alla prova quella pazienza su larga scala, e i primi segnali suggeriscono che la scommessa stia ripagando.
Se l’esperimento della lunga durata diventerà una tendenza o una curiosità isolata dipenderà da come si evolveranno le prossime settimane. Ma per ora, il film più lungo sugli schermi cinesi è anche uno dei meglio recensiti, e questa combinazione è rara ovunque nel mondo.