Cristiano Ronaldo lascia il ritiro del Portogallo, rischia una possibile squalifica
Cristiano Ronaldo ha abbandonato il ritiro della nazionale portoghese, e l’uscita potrebbe costargli più di qualche giorno di calcio internazionale. La federazione calcistica portoghese ha confermato che il quarantunenne attaccante ha lasciato il ritiro in corso, una partenza improvvisa che ha dominato la copertura sportiva in Portogallo e non solo.
Secondo il codice disciplinare della federazione, un giocatore regolarmente convocato che salta o abbandona allenamenti, partite o attività correlate della nazionale senza un valido motivo può essere sospeso da uno a sei mesi. I giocatori professionisti rischiano anche una multa aggiuntiva da cinque a dieci unità di conto, circa 500-1.000 euro, secondo quanto riportato dai media portoghesi. Le regole non sono nuove, ma raramente sono state messe alla prova da una figura della statura di Ronaldo.
Il tempismo ha reso la vicenda ancora più incisiva. Ronaldo ha annunciato la sua decisione nelle prime ore del 1° ottobre, e nel giro di poche ore un sito di monitoraggio dei voli ha mostrato il suo jet privato lasciare Copenaghen e dirigersi verso Madrid. Circa 25.000 persone stavano seguendo online la rotta dell’aereo, a ricordare che anche un volo di routine diventa un evento quando c’è il suo nome.
I giornali portoghesi non hanno tardato a trarre conclusioni. Un editorialista, ex giocatore del Benfica e direttore di giornale, ha sostenuto che Ronaldo non ha più un posto nella nazionale e che un senso di sé gonfiato lo ha accecato di fronte alla realtà. Altri hanno inquadrato la partenza come una questione generazionale: se una squadra che si sta ricostruendo per i futuri tornei possa ancora fare spazio a un giocatore i cui anni migliori sono alle spalle.
Per i lettori globali che si avvicinano per la prima volta alla vicenda, Ronaldo è il calciatore più decorato del Portogallo e uno degli atleti più riconoscibili del pianeta. Ha trascorso più di due decenni rappresentando il suo paese, vincendo trofei importanti e stabilendo record di gol che potrebbero non essere mai eguagliati. Proprio questo lascito è il motivo per cui la sua uscita dal ritiro ha un peso così grande.
Ciò che accadrà dipende da come la federazione sceglierà di procedere. Una sospensione da uno a sei mesi colpirebbe principalmente le finestre internazionali più che il calcio di club, ma resterebbe comunque una sanzione notevole contro un giocatore che è stato a lungo il volto della nazionale. Finora la federazione ha confermato solo che se n’è andato, senza annunciare una punizione formale.
Ronaldo non è l’unico tema di discussione nel calcio europeo questa settimana. In Inghilterra, il caso finanziario della Premier League contro il Manchester City ha spinto i club rivali a chiedere che qualsiasi punizione venga applicata in questa stagione anziché trascinarsi per anni di ricorsi. Il trattamento precedente e più leggero riservato al Chelsea per le sue violazioni delle regole viene citato come contrasto. In Spagna, la pressione cresce attorno al Real Madrid dopo un avvio di stagione incerto.
Eppure, poche storie viaggiano veloci come quella di Ronaldo. Un giocatore che ha costruito una carriera sul controllo, la preparazione e una disciplina implacabile ha ora lasciato in anticipo un ritiro della nazionale, con una possibile squalifica che gli pende sulla testa e un aereo pieno di speculazioni diretto a sud. Se questo diventerà una breve nota a piè di pagina o l’inizio di un addio più lungo è ora nelle mani dei dirigenti portoghesi.