Sette città costiere cinesi che meritano il viaggio

Ogni viaggiatore sembra portare con sé, da qualche parte nella mente, un tratto immaginario di oceano blu. Un reportage di viaggio cinese pubblicato questa settimana lo dimostra selezionando sette città sul mare considerate tra le più gratificanti del paese, scelte per coprire l’ampia varietà di paesaggi che una costa cinese può offrire: il nord aperto e tonificante, il sud più dolce e verdeggiante e la frangia tropicale nel mezzo.
La lista si apre con Qingdao, nello Shandong, presentata come il modello di bellezza della costa settentrionale. La sua descrizione distintiva — tegole rosse, alberi verdi, mare blu, cielo blu — è la frase che i locali usano da un secolo per promuovere il luogo. Le ville di epoca bavarese del centro storico, lasciate quando la Germania affittò la baia alla fine del XIX secolo, sorgono tra una fitta vegetazione sopra l’acqua, e il molo Zhanqiao, vecchio di un secolo, resta il punto più fotografato della città. Il consiglio del reportage è semplice: passeggiare a Badaguan, il quartiere di otto strade intitolate ad antichi valichi, dove l’architettura e la brezza marina fanno quasi tutto da sole.
Più a nord, Dalian, nel Liaoning, offre una versione più fredda e grandiosa dello stesso piacere, con promontori rocciosi e una strada litoranea che i locali considerano un rituale del fine settimana. Weihai, anch’essa nello Shandong, baratta la scala per la quiete: una piccola città con acque pulite e una reputazione di vita senza fretta che l’ha resa una meta prediletta per la pensione.
Spostandosi a sud, Xiamen, nel Fujian, è la voce più romantica della lista. Gulangyu, l’isola senza auto appena al largo, è patrimonio mondiale dell’UNESCO, ricca di dimore coloniali, vicoli stretti e suoni di pianoforti che si diffondono dalle vecchie ville. Il campus universitario della città, ombreggiato da baniani e affacciato sul mare, è regolarmente citato tra i più belli della Cina.
Sanya, all’estremità meridionale dell’isola di Hainan, è l’unica vera località tropicale del paese, nonché l’unica destinazione della lista che funziona d’inverno. Le sue spiagge restano calde fino a gennaio, motivo per cui ogni anno la città si riempie di settentrionali in fuga dal freddo. Il reportage osserva che Sanya si è sviluppata ben oltre le sue origini di località balneare, con parchi di foresta pluviale e shopping duty-free ora parte dell’attrattiva.
Beihai, nel Guangxi, porta ancora una texture diversa: una città portuale discreta con una spiaggia di sabbia argentata e un’isola vulcanica, Weizhou, raggiungibile in traghetto, dove formazioni rocciose nere incontrano acque limpide. Zhuhai, nel Guangdong, completa il gruppo delle sette come la più urbana: una città giardino con lunghe passeggiate costiere, collegata a Macao da un ponte e popolare tra le famiglie per le sue attrazioni a tema oceanico.
Il filo conduttore del pezzo è che la costa cinese non è una cosa sola. Un viaggiatore può trovare scogliere di acqua fredda, cittadine subtropicali per il surf e lunghe strisce di resort bordate di palme senza mai lasciare il paese, e ogni città ha sviluppato il proprio modo di vivere con il mare. Il reportage non classifica le sette città e non offre prezzi né orari: è un invito più che un itinerario, e si chiude con la gentile provocazione che la maggior parte dei lettori ne avrà visitate solo un paio.