Il nuovo gioco originale di Gundam punta su combattimenti fotorealistici e personalizzazione profonda

Per decenni, il franchise di Gundam ha raccontato storie principalmente all’interno di cronologie consolidate — l’Universal Century, la Cosmic Era e una lunga serie di altre. Il suo nuovo progetto, Gundam Crossroads, rompe questa abitudine. È il primo gioco della serie ambientato in un mondo completamente originale, e la sua premessa è semplice ma audace: macchine umanoidi giganti che combattono forme di vita aliene invece che altri umani.
Al Tokyo Game Show 2026, Bandai Namco ha invitato la stampa a un evento hands-on pre-fiera. I giornalisti hanno giocato un nuovo stage chiamato Planet of Sand, per poi sedersi con due degli sviluppatori principali del gioco — il produttore Yuya Tomiyama e il director Kazuyuki Serizawa — per parlare di come funziona effettivamente il gioco.
Una delle domande centrali era come i giocatori ottengano nuove parti per le macchine. In molti giochi di mecha, l’equipaggiamento è legato a un rigido albero di progressione. Crossroads si affida invece a un sistema di personalizzazione che, secondo il team, rende gli stili di gioco molto più vari. I giocatori assemblano la propria macchina a partire dalle parti, e queste scelte cambiano non solo le statistiche ma anche il modo in cui l’unità si comporta in combattimento. Una configurazione più leggera e una più pesante possono sembrare due giochi diversi.
Il team ha anche spiegato il sistema di trasmogrificazione, o aspetto. I giocatori a cui importa l’estetica possono mantenere un design visivo preferito pur usando equipaggiamento più forte sotto. Sulla carta è una funzione minore, ma per un franchise i cui fan considerano il design dei mobile suit metà del fascino, conta. Significa che la macchina che trovi bellissima non deve diventare inutile dopo poche ore.
Anche il design dei nemici è stato un altro punto focale. Poiché il gioco mette i piloti contro creature aliene invece che contro eserciti rivali, gli sviluppatori hanno dovuto ripensare a cosa sia un combattimento con un Gundam. Il risultato propende verso l’azione ad alta velocità e quella che il team descrive come una presentazione fotorealistica — un’ambizione che distingue il progetto dalle voci più stilizzate del franchise.
Questa spinta verso il realismo e la velocità è un rischio deliberato. Gundam ha una lunga storia nei videogiochi, dai titoli di strategia tattica ai picchiaduro da arena, e i fan hanno opinioni forti su come dovrebbe essere la serie. Un mondo completamente nuovo con nuove regole dà libertà al team, ma significa anche che non c’è nostalgia su cui fare affidamento. Tutto, dalle macchine ai nemici, deve guadagnarsi il proprio posto.
Il produttore e il director hanno inquadrato la personalizzazione come la risposta a questo problema. Invece di chiedere ai giocatori di accettare un’unica visione del combattimento, il gioco fornisce loro gli strumenti per costruire la propria. Parti, aspetti e loadout diventano il tessuto connettivo tra la storia e il combattimento momento per momento.
Per i fan globali, Crossroads merita attenzione per una ragione semplice: è il raro caso di un grande franchise giapponese che usa la sua proprietà più importante per provare qualcosa di genuinamente inedito. Se l’ambizione fotorealistica si concretizzerà al lancio è ancora una questione aperta, ma la direzione è chiara. Bandai Namco vuole che Gundam sembri di nuovo nuovo, ed è disposta a lasciarsi alle spalle la vecchia cronologia per farlo.