Un terremoto di magnitudo 7.0 scuote Nagqu, in Tibet, e una lunga notte di repliche

Alle 22:33 del 22 ottobre, il terreno sotto la contea di Baqing, a Nagqu, vasta città-prefettura della Regione Autonoma del Tibet, è stato scosso da un terremoto di magnitudo 7.0. La rete sismica nazionale cinese ha localizzato l’epicentro a 32,40 gradi di latitudine nord e 93,79 gradi di longitudine est, con una profondità focale superficiale di 10 chilometri. I terremoti superficiali di questa entità vengono avvertiti ampiamente, e persone in città e insediamenti lontani dall’epicentro hanno segnalato scosse durante la serata e nella notte.
Baqing è una contea di altopiano e villaggi sparsi nella parte orientale di Nagqu, una delle zone più elevate e meno densamente popolate dell’altopiano tibetano. La popolazione locale è ridotta, ma case e piccole attività sono distribuite tra valli e pascoli, e le strade che le collegano sono lunghe ed esposte. Un evento superficiale di magnitudo 7.0 in un terreno simile solleva immediatamente interrogativi sulle strutture, sui ricoveri per il bestiame e sulle condizioni delle strade che collegano le comunità remote agli ospedali di contea e ai depositi di rifornimento.
Le informazioni nelle prime ore dopo un terremoto d’altopiano tendono ad arrivare lentamente. La copertura mobile nella regione è disomogenea, e molti residenti dormono in case tradizionali in pietra e legno che si comportano diversamente dagli edifici moderni in cemento armato. Le prime notizie più utili arriveranno da funzionari di contea e comuni, da residenti che pubblicano foto di muri crepati e tegole cadute, e dai sismografi che seguono la sequenza di repliche, che per un evento di questa entità può durare giorni.
Per i lettori fuori dalla Cina, il contesto è importante. Nagqu, in Tibet, si trova sull’altopiano a un’altitudine media ben superiore ai 4.000 metri, dove l’aria è rarefatta e le notti di fine ottobre sono gelide. Questa combinazione determina la risposta: ripari, coperte e riscaldamento contano quanto le squadre mediche, e l’accesso via terra può essere il vincolo principale. Un terremoto che in una città di pianura sarebbe un’emergenza gestibile diventa un problema logistico più difficile quando l’ospedale principale più vicino è a ore di distanza.
I terremoti non sono rari in questa parte del mondo. La collisione delle placche tettoniche sotto l’Himalaya e l’altopiano tibetano rende la regione una delle più sismicamente attive della Terra, e eventi da moderati a forti si verificano regolarmente in Tibet, Sichuan, Qinghai e Yunnan. Ciò che varia è dove colpiscono: un terremoto sotto una città densa e uno sotto una prateria aperta hanno conseguenze umane molto diverse, anche a parità di magnitudo.
Il sisma arriva anche nel mezzo di un dibattito più ampio su come la Cina monitora e avverte gli eventi sismici. La rete nazionale è densa e automatizzata, e misurazioni ufficiali come il valore di 7.0 e la profondità di 10 chilometri vengono pubblicate rapidamente. Trasformare quella lettura in minuti utili di preavviso per le persone in piccoli insediamenti remoti è un problema diverso, su cui ingegneri e autorità locali continuano a lavorare.
Ciò che accadrà dopo sarà definito dai dettagli: se le scosse forti hanno raggiunto i comuni popolati, quante strutture sono state danneggiate, se frane hanno bloccato le strade nelle valli ripide e con quale rapidità rifornimenti e squadre mediche raggiungeranno gli insediamenti più alti. Le repliche sono probabili, e ognuna metterà alla prova edifici già indeboliti. Per ora, il quadro più affidabile arriverà dal terreno stesso, raccontato dalle persone che hanno sentito la prima scossa e sono rimaste fuori durante la notte fredda.