L'industria cinese dei trust punta forte sull'ESG con i primi rapporti
L’industria cinese dei trust sta scoprendo una nuova vocazione improbabile: il reporting di sostenibilità. Nei giorni scorsi, Zheshang Jinhui Trust ha pubblicato il suo primo rapporto ambientale, sociale e di governance (ESG), illustrando il suo approccio alla finanza verde, alla responsabilità sociale e alla governance aziendale. Non è sola. Secondo i media finanziari cinesi, sei società fiduciarie hanno ora pubblicato rapporti ESG per la prima volta quest’anno, un’espansione piccola ma significativa della disclosure in un settore che tradizionalmente ha mantenuto un basso profilo pubblico.
Per i lettori al di fuori della Cina, la parola “trust” qui necessita di una rapida traduzione. Un xintuo, o società fiduciaria, è un istituto finanziario non bancario autorizzato che gestisce denaro per conto dei clienti, spesso raccogliendo fondi in prestiti, progetti immobiliari o mercati dei capitali. Al loro apice, le società fiduciarie cinesi erano tra i finanziatori più liberi del paese, incanalando trilioni di yuan verso sviluppatori immobiliari e infrastrutture locali. Quell’era è finita quando i regolatori hanno represso il debito nascosto e i prestiti rischiosi, costringendo il settore a ridimensionarsi e a ripensare il proprio modello di business.
La svolta verso l’ESG fa parte di questo ripensamento. Le società fiduciarie sono sotto pressione per trovare nuovi flussi di ricavi più puliti, e la finanza verde è diventata un candidato naturale. Progetti di energia rinnovabile, controllo dell’inquinamento, edifici ad alta efficienza energetica e agricoltura sostenibile richiedono tutti capitali a lungo termine, il tipo che i trust sono strutturalmente adatti a fornire. Gli analisti citati dai media cinesi osservano che l’ESG e la più ampia trasformazione del settore si incastrano bene: entrambi richiedono orizzonti temporali più lunghi, migliori controlli del rischio e legami più stretti con l’economia reale piuttosto che con la finanza speculativa.
Tuttavia, la tendenza è giovane. Sei rapporti per la prima volta in un settore di circa 60 società autorizzate è un inizio modesto, e la qualità della disclosure varia ampiamente. Alcuni rapporti sono ricchi di aspirazioni e poveri di numeri concreti. Esperti indipendenti affermano che il prossimo passo è la standardizzazione, affinché gli investitori possano confrontare una società fiduciaria con un’altra invece di leggere ogni rapporto come un esercizio di pubbliche relazioni a sé stante. I regolatori cinesi hanno gradualmente spinto le istituzioni finanziarie verso la disclosure ESG obbligatoria, e le società fiduciarie sembrano anticipare questa curva.
La mossa rispecchia un modello più ampio in tutto il settore finanziario cinese. Banche, assicuratori, gestori di fondi e persino società di intermediazione pubblicano dichiarazioni ESG annuali da diversi anni, spesso con una forte enfasi sul prestito verde e il sostegno rurale. Per le società fiduciarie, che si trovano al di fuori del mainstream bancario, i rapporti servono a un duplice scopo: soddisfano la crescente domanda degli investitori istituzionali di informazioni non finanziarie e aiutano a ricostruire la reputazione dopo un decennio turbolento.
Cosa significa per gli investitori globali? Il settore fiduciario cinese rimane in gran parte domestico e difficile da accessibile direttamente per le istituzioni straniere. Ma la sua direzione conta. I trust sono importanti detentori di obbligazioni cinesi e attività legate al settore immobiliare, e il loro spostamento verso progetti verdi e sostenibili influenza dove fluisce il capitale all’interno della seconda economia mondiale. Se il settore riuscirà ad abbinare la sua nuova retorica ESG con una genuina disciplina di disclosure, potrebbe diventare una fonte significativa di finanziamento per la transizione energetica cinese.
I prossimi mesi mostreranno se la tendenza regge. Si prevede che altre società fiduciarie pubblichino rapporti per la prima volta prima della fine dell’anno, e gli osservatori del settore cercheranno obiettivi concreti piuttosto che slogan. Per un settore ancora alla ricerca di un’identità post-boom, la sostenibilità potrebbe rivelarsi più di uno slogan. Potrebbe essere il prossimo capitolo.