HotNews.pub

I batteri sfuggono ai fagi nuotando insieme, secondo uno studio del Caltech

Per la redazione di HotNews3 min di lettura
I batteri sfuggono ai fagi nuotando insieme, secondo uno studio del Caltech

I batteri vivono sotto assedio costante. I virus che li cacciano, chiamati batteriofagi, sono spesso molto più numerosi delle loro prede — nel corpo umano, nel suolo, nei laghi e nei fiumi, possono superare i batteri di cento volte. Eppure i batteri continuano a prosperare. Un nuovo studio dei ricercatori del California Institute of Technology offre una spiegazione inaspettata: i microbi sopravvivono non resistendo individualmente all’attacco, ma muovendosi insieme.

Il meccanismo al centro della scoperta è la chemotassi, la capacità di una cellula di percepire gradienti chimici e dirigersi verso o lontano da essi. Molti batteri usano questo senso per inseguire nutrienti o fuggire dalle tossine. Ciò che il team del Caltech ha scoperto è che la chemotassi può funzionare anche come difesa di gruppo. Quando i fagi attaccano, i batteri che coordinano il loro movimento possono sfuggire alla zona di pericolo come collettivo, invece di restare fermi e essere eliminati uno per uno.

Il risultato, riportato questa settimana dai media scientifici cinesi, sfida una visione di lunga data della difesa batterica come una questione puramente molecolare — enzimi di restrizione, sistemi simili a CRISPR e altre armi intracellulari. Questi strumenti contano, ma il nuovo lavoro suggerisce che il comportamento, e in particolare la decisione di muoversi in gruppo, è una strategia di sopravvivenza separata e potente. I ricercatori descrivono l’effetto come una forma di chemotassi di gruppo, in cui le singole cellule rispondono agli stessi segnali chimici e finiscono per viaggiare nella stessa direzione.

Perché dovrebbe interessare qualcuno al di fuori di un laboratorio di microbiologia? I fagi sono sempre più studiati come alternative agli antibiotici, un campo noto come fagoterapia, e sono anche usati nella sicurezza alimentare e in agricoltura. Se i batteri possono eludere i fagi semplicemente nuotando via in formazione, allora qualsiasi trattamento basato sui fagi deve tenere conto del comportamento batterico, non solo della genetica batterica. La scoperta potrebbe aiutare a spiegare perché gli approcci basati sui fagi a volte falliscono in contesti in cui i batteri sono liberi di muoversi.

Il lavoro si inserisce anche in un più ampio cambiamento della microbiologia verso la visione dei batteri come organismi sociali. La ricerca degli ultimi due decenni ha dimostrato che i microbi comunicano attraverso segnali chimici, formano comunità strutturate note come biofilm e coordinano comportamenti collettivi. Lo studio del Caltech aggiunge la fuga a questo elenco — una sorta di fuga di massa piuttosto che una contrapposizione di massa.

Le implicazioni pratiche stanno ancora emergendo. Comprendere quando e come i batteri scelgono di fuggire potrebbe informare il modo in cui vengono progettati i trattamenti con fagi, come vengono gestite le infezioni in fluidi in movimento come l’intestino o il flusso sanguigno e come le comunità microbiche nel suolo e nell’acqua rispondono alla pressione virale. I ricercatori avvertono che il comportamento dipende dall’ambiente: i batteri hanno bisogno dei giusti gradienti chimici e di sufficiente spazio per muoversi.

Per il pubblico generale, il messaggio è familiare ma vestito a nuovo: la cooperazione può essere una strategia di sopravvivenza anche alle scale più piccole. Un singolo batterio di fronte a un fago può avere poche opzioni. Una popolazione che percepisce la minaccia e si muove insieme ne ha di più. Lo studio si aggiunge a un corpo crescente di prove che il mondo microbico è meno una collezione di cellule solitarie che un insieme di società coordinate, e che alcune delle loro decisioni più importanti vengono prese in movimento.

Vai a un articolo a caso dall’archivio

Grafo degli argomenti collegati

Linea più spessa = più occorrenze condivise · clicca un nodo per aprire il tag