Gli scienziati individuano il lampo radio veloce più lontano mai osservato

Gli astronomi hanno catturato e individuato il lampo radio veloce più distante mai registrato, un lampo di energia radio della durata di un millisecondo che viaggia nello spazio da oltre dieci miliardi di anni. Il segnale, catalogato come FRB 20240304B, è stato ricondotto a una galassia formatasi circa tre miliardi di anni dopo il Big Bang, secondo un team internazionale guidato da ricercatori dell’Università di Sydney. Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista Science.
La scoperta più che raddoppia la distanza del precedente detentore del record. I lampi radio veloci sono impulsi intensi di onde radio che durano solo una frazione di secondo ma possono brevemente superare in luminosità intere galassie nella parte radio dello spettro. Dal primo rilevamento nel 2007, gli astronomi ne hanno registrati centinaia, eppure le loro origini rimangono uno degli enigmi più ostinati dell’astrofisica moderna.
Trovare un lampo è una cosa; capire da dove provenga è un’altra. Il team ha combinato due strumenti molto diversi per fare entrambe le cose. L’array di radiotelescopi MeerKAT del Sudafrica, una rete di antenne nel semi-deserto del Karoo, ha prima catturato il lampo e ne ha ristretto la posizione nel cielo. Poi il telescopio spaziale James Webb, che osserva nell’infrarosso da un punto di osservazione a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, ha esaminato quella zona e identificato la debole galassia ospite.
Questo abbinamento è importante. I radiotelescopi sono bravi a catturare il lampo ma scarsi nel determinare esattamente quale galassia lo abbia prodotto, perché i segnali sono così brevi e così lontani. L’occhio infrarosso acuto di Webb può individuare galassie estremamente distanti che sarebbero invisibili alla maggior parte degli altri osservatori. Insieme hanno permesso ai ricercatori di associare il lampo a una galassia specifica e poi di stimarne la distanza dal modo in cui l’espansione dell’universo ha allungato la luce durante il suo viaggio.
Poiché le onde radio viaggiano nello spazio, attraversano nubi di elettroni sparse tra le galassie. Più materiale attraversa il segnale di un lampo, più il suo arrivo è diluito nel tempo. Ciò rende i lampi distanti utili come sonde della materia sottile e diffusa che riempie lo spazio tra le galassie — materiale altrimenti quasi impossibile da mappare direttamente.
“Questo risultato è un passo verso la comprensione di dove provengano i lampi radio veloci e di cosa possano dirci sull’universo”, hanno affermato i ricercatori, osservando che l’estrema distanza del lampo lo rende un prezioso test di quanta materia ordinaria si trovi nei vuoti cosmici. Gli astronomi ritengono che la maggior parte dei lampi sia prodotta da stelle di neutroni altamente magnetizzate note come magnetar, sebbene il meccanismo esatto sia ancora dibattuto.
Per ora, la scoperta aggiunge un dato molto remoto a un campione piccolo ma in crescita. Ogni lampo ben localizzato aiuta a calibrare i modelli di come la materia è distribuita nel cosmo. Il team prevede che le strutture radio di prossima generazione, con campi visivi più ampi e maggiore sensibilità, rileveranno molti altri lampi distanti — e forse spingeranno di nuovo il record più lontano.