I cervelli robotici cinesi attirano grandi capitali mentre i modelli del mondo decollano

Un angolo tranquillo del panorama AI cinese sta improvvisamente attirando capitali seri. Due giovani aziende che lavorano sui cosiddetti modelli del mondo — sistemi di AI che apprendono come si comporta lo spazio fisico in modo che le macchine possano prevedere cosa accadrà dopo — hanno chiuso round di finanziamento a pochi giorni di distanza l’una dall’altra, segno che gli investitori vedono nella robotica, più che nei chatbot, la prossima grande opportunità dell’AI.
La prima, Gewu Tongzhi, ha dichiarato di aver raccolto quasi 100 milioni di yuan in un round angel. L’azienda con sede a Hangzhou è stata fondata nell’agosto 2026 e sta costruendo quello che chiama un modello inverso del mondo fisico, addestrato su dati su larga scala affinché un robot possa ragionare su oggetti, movimento e conseguenze prima di compiere un’azione. Tra i sostenitori figurano fondi legati al governo locale e diverse società quotate, e il denaro sarà destinato a sessioni di pre-addestramento più ampie, hardware, assunzioni e test nel mondo reale in diversi scenari.
Il suo fondatore ha un pedigree notevole: in precedenza ha guidato il team fondativo dei modelli del mondo all’interno dell’unità automotive intelligente di Huawei, una delle operazioni AI più seguite del paese. Questo background contribuisce a spiegare perché l’azienda abbia attirato attenzione così presto dopo il lancio — nel affollato campo dell’AI cinese, un track record presso un grande operatore spesso vale più di un business plan.
La seconda startup, Wuyuan Technology, è stata fondata da Wu Haixu, un talento dell’Università Tsinghua che nel 2022 ha vinto la prestigiosa borsa di studio speciale dell’ateneo ed è stato autore principale di GeoPT, un progetto di ricerca sulla modellazione del mondo fisico. L’azienda ha già completato diversi round di finanziamento e raggiunto una valutazione nell’ordine delle centinaia di milioni di dollari, secondo quanto riportato, con una schiera di investitori di primo piano.
Il filo conduttore è un cambiamento nel modo in cui gli ingegneri concepiscono l’intelligenza robotica. Per anni l’attenzione si è concentrata sui modelli visione-linguaggio-azione, che consentono a una macchina di comprendere una scena ed eseguire un comando. Un modello del mondo aggiunge qualcosa di diverso: la capacità di fare una prova mentale. Invece di limitarsi a riconoscere uno scaffale di scatole di medicine, un robot può simulare la presa, prevedere lo scivolamento e correggere prima che il braccio si muova.
Questa capacità è più importante in ambienti reali disordinati — farmacie, magazzini, fabbriche — dove gli oggetti si somigliano e l’illuminazione cambia. Un team con sede a Shanghai che lavora in una farmacia ha descritto robot che prelevano pacchi dall’aspetto simile da scaffali affollati, un compito che richiede previsione tanto quanto percezione. I sostenitori sostengono che combinare i modelli del mondo con i sistemi visione-linguaggio-azione dia alle macchine qualcosa di più simile a un cervello incarnato: una parte decide cosa fare, l’altra verifica se funzionerà.
L’entusiasmo comporta delle avvertenze. Addestrare modelli del mondo richiede molti dati ed è costoso, e nessuno ha ancora mostrato un percorso chiaro verso l’implementazione di massa. Alcune delle iniziative più pubblicizzate all’estero nel campo della robotica umanoide e chirurgica hanno incontrato difficoltà o fallito del tutto, un promemoria che le tempistiche hardware sono implacabili. Ma la direzione è chiara: il denaro dell’AI in Cina si sta spostando dagli schermi al mondo fisico, e i fondatori con le giuste credenziali di ricerca trovano capitali ad attenderli.