Perché un foglio di carta manda in tilt il cervello di un gatto
Un piccolo pezzo di carta attaccato sulla fronte di un gatto è diventato uno dei rompicapi preferiti di internet. Il gatto se ne accorge, solleva una zampa per toglierselo, poi improvvisamente abbassa la testa e inizia a leccarsi la zampa. Ci riprova, e di nuovo si ferma a leccare. Gli utenti dei social cinesi lo chiamano “conflitto di codice di basso livello” — come se il software del gatto stesse eseguendo due programmi contemporaneamente e andasse in crash.
Lo scherzo è divertente, ma il comportamento è reale, e gli studiosi di animali lo studiano da più di ottant’anni. Il trucco della carta è una versione semplificata dei classici esperimenti su quello che i ricercatori chiamano comportamento di spostamento: quando un animale si trova di fronte a due impulsi contrastanti, spesso compie invece un’azione quotidiana e non correlata. Per un gatto, quell’azione è frequentemente il grooming.
Negli anni ‘40, il biologo olandese Nikolaas Tinbergen e i suoi colleghi studiarono come gli animali rispondono a pulsioni contrastanti. Tinbergen ricevette poi un Premio Nobel per il lavoro che dimostrava che il comportamento segue schemi prevedibili ed ereditari. Un gatto che vuole rimuovere la carta ma si sente a disagio per quell’oggetto sconosciuto sul muso si ritrova intrappolato tra avvicinamento ed evitamento. Il grooming è una routine familiare e a basso rischio che sembra allentare la tensione.
Ecco perché il gatto sembra così “neurale” — non rotto, ma sovraccarico. La sua attenzione oscilla tra la carta e la propria zampa, e ogni oscillazione innesca un’abitudine ben consolidata. Lo stesso schema si manifesta in molte specie. Gli uccelli beccano il terreno quando sono combattuti tra lottare e fuggire. I cani si grattano o sbadigliano nei momenti di lieve stress sociale. Gli umani si mordono le unghie o controllano il telefono.
Il grooming ha anche un valore pratico per i gatti. Mantiene il pelo pulito, regola la temperatura e distribuisce gli oli naturali. Poiché è così profondamente radicato, diventa l’azione predefinita ogni volta che l’animale è incerto. In questo senso, la carta non confonde il gatto. Rivela un sistema che si è evoluto per continuare ad agire anche quando non esiste una scelta chiara.
Niente di tutto ciò significa che il trucco sia un divertimento innocuo da ripetere. Gli esperti di benessere animale generalmente sconsigliano di stressare deliberatamente gli animali domestici per divertimento, anche in modo lieve. Un test rapido e delicato può andare bene, ma il gatto deve poter allontanarsi, e la carta non deve mai coprire occhi, naso o bocca.
La lezione più ampia riguarda come leggiamo la mente degli animali. Quello che sembra un glitch è spesso una risposta sensata a una situazione confusa. I gatti vivono in un mondo di odori, texture e movimenti improvvisi, e il loro cervello privilegia reazioni rapide e collaudate rispetto a una lenta deliberazione. Quando due reazioni si scontrano, il risultato può sembrare assurdo dall’esterno.
Quindi la prossima volta che un gatto si blocca a metà slancio e inizia a leccarsi la zampa, ricordate: non sta eseguendo un codice difettoso. Sta eseguendo un codice molto antico, scritto molto prima che a qualcuno venisse in mente di filmarlo per internet. La carta è nuova. La risposta del gatto non lo è.